I manifestanti che nelle ultime settimane sono scesi nelle strade di Hong Kong hanno fatto propria una simbologia politica di estrema destra estranea al contesto culturale asiatico. Lo scorso weekend, quando nell’ex colonia britannica si è forse raggiunto il picco della violenza, i fotografi hanno ritratto vari spaccati della folla inferocita contro Carrie Lam, il governo locale e la Cina. Alcune immagini hanno subito fatto il giro del mondo per la loro particolarità, perché vedere gli hongkonghesi disegnare svastiche sulle bandiere cinesi e i ritratti di Pepe the Frog sui muri è alquanto bizzarro. In poche parole, i manifestanti, molti dei quali giovani e giovanissimi, hanno accostato il nemico cinese ai nazionalsocialisti tedeschi di hitleriana memoria. Paragonare la Cina di Xi Jinping alla Germania di Adolf Hitler è ovviamente una forzatura storica, anche se il raffronto è perfetto per insinuare nell’opinione pubblica globale lo stato d’animo dei cittadini di Hong Kong.

Svastiche e Pepe the Frog

Il primo simbolo su cui vale la pena concentrarsi è la classica bandiera nazionale cinese, modificata però nella sua forma; all’interno dello stendardo, anziché esserci le solite cinque stelle gialle situate in alto a sinistra, le stelle erano disposte in modo tale da formare una svastica. Una svastica associata alla Cina, e accompagnata da uno slogan subito diventato virale: “Chinazi”, per rimarcare ancora una volta la vicinanza di Pechino al Terzo Reich. L’hashtag #Chinazi si è espanso a macchia d’olio sui vari social network, attirando tra l’altro diverse critiche per un accostamento irrispettoso nei confronti delle vittime della Seconda Guerra Mondiale e fin troppo azzardato.

C’è poi un secondo simbolo che non poteva passare inosservato, e del quale si è accorto anche il New York Times. Sui muri della città sono apparsi vari graffiti raffiguranti il faccione di Pepe the Frog, il meme a forma di rana solitamente usato dai gruppi legati all’estrema destra americana. L’Anti Defamation League ha tra l’altro inserito il simbolo nella lista dei simboli d’odio, se usato in contesti razzisti o antisemiti; Pepe the Fog è stata inoltre bandita anche da alcune pagine Facebook.

La superficialità dei manifestanti

I ragazzi che hanno imbrattato un muro fuori dal complesso del governo centrale di Hong Kong, probabilmente non sanno cosa rappresenti la rana appena disegnata. Pepe the Frog ha in mano un cartello in cui si legge la parola “speranza”. Se i ragazzi hongkonghesi affermano di combattere in nome della libertà e della democrazia che senso ha usare simboli, adesivi e meme di un’immagine considerata tossica da tutto il mondo democratico? Dando un’occhiata ai commenti presenti sui forum frequentati dai manifestanti si scoprono punti di vista interessanti: “La rana – scrive un utente anonimo – non ha nulla a che fare con l’ideologia di estrema destra. È solo divertente e cattura i cuori di tanti giovani. È semplicemente un simbolo della partecipazione giovanile a questo movimento pro democrazia”. C’è poi chi paragona Pepe a Hello Kitty, e chi non sa minimamente cosa rappresenti l’animale verde; altri ancora vorrebbero trasformare un simbolo accostato all’estrema destra all’icona del movimento pro democrazia di Hong Kong. La superficialità con cui i manifestanti di Hong Kong dimostrano di appropriarsi di simboli politici impropri lascia presupporre che la maggior parte dei dimostranti non conosca la politica, non si informi abbastanza o, peggio ancora, non sappia perché e in nome di cosa stia protestando. E questo, in vista del futuro, non può che essere pericoloso.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.