Durante il suo viaggio in Australia intrapreso per partecipare a una tavola rotonda sul tema della sicurezza internazionale, il senatore a capo della Commissione per i servizi armati John McCain – in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva ABC – ha dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin è la minaccia più grande per la sicurezza globale; una “minaccia ancor più grande di quella rappresentata dall’Isis.”Secondo McCain, Daesh è capace di cose orribili (“terrible things”) e ha senza dubbio causato una pericolosa frattura nel mondo musulmano; nonostante ciò, però, per il veterano del Vietnam “il pericolo più grande per la democrazia e per il mondo occidentale è rappresentato dalla Russia” e il suo presunto coinvolgimento nelle elezioni americane dovrebbe esserne una conferma sufficiente. Per convincere i telespettatori il senatore repubblicano ha affermato che l’ombra di Putin abbia fatto sentire la sua presenza anche durante le elezioni francesi; continuando sulla scia della retorica anti-russa ha condannato il ruolo di Mosca in quello che ha definito lo “smembramento di uno stato sovrano quale dovrebbe essere considerato un paese come l’Ucraina.” Sempre durante l’intervista alla ABC si è lamentato per la mancata risposta statunitense da parte della nuova amministrazione per contrastare la minaccia russa. Di seguito l’invito (che non sembra poter essere declinato) alla nuova amministrazione della Casa Bianca: bisogna aumentare il carico di sanzioni da imporre alla Russia di Vladimir Putin.Uno dei passaggi più controversi dell’intervista avviene subito dopo la richiesta di ulteriori sanzioni economiche a danno del Cremlino. McCain infatti dice di essere molto più fiducioso dopo il ridimensionamento del Consiglio di Sicurezza nazionale. Interrogato dalla giornalista su quanto effettivamente il presidente sia influenzato dal suo team di consiglieri, McCain risponde: “Se mi chiede se Trump ascolti i membri del Consiglio sempre e comunque, rispondo di no. Se mi chiede se questo mi preoccupa (o infastidisce: “If this does bother me), rispondo di sì.” Il senatore non si è ovviamente potuto esimere dal commentare il recente Russiagate e dall’esprimere un giudizio su una delle figure più colpite dall’indagine in corso, ovvero quella del genero del presidente, il Senior Adviser Charles Kushner. Secondo McCain non ci sono dubbi riguardo la colpevolezza del marito di Ivanka, il cui scandalo esploso a seguito delle accuse a lui mosse di aver tentato di creare una linea di comunicazione segreta con la Russia, “avrà degli strascichi che ci porteremo dietro per molto, molto tempo.”Le ultime battute rilasciate durante la sua permanenza a Canberra le ha dedicate alla questione nord-coreana. Per il senatore a capo della Commissione per i servizi armati “non è accettabile subire la minaccia dei missili balistici intercontinentali di Pyongyang”, e se Kim Jong-un continuerà le sue provocazioni, “è molto probabile che si scateni una crisi simile a quella di Cuba” degli anni ’60. Donald Trump sembra ormai essere sotto attacco da quello che viene indicato come il deep state americano e pare che stia inesorabilmente perdendo il controllo della sua presidenza. Da quando è stato eletto è scoppiato uno scandalo dopo l’altro sia sulla sua figura sia su quelle dei membri più influenti della sua amministrazione. Abbiamo assistito a un ridimensionamento della squadra del presidente degli Stati Uniti che non sembra avere precedenti nella storia americana. Trump sta cercando di dimenarsi in una tempesta politico-giudiziaria così forte che l’eventualità di un possibile impeachment sta diventando sempre più concreta, soprattutto nelle ultime settimane. Ma gli attacchi nei suoi confronti non vengono solo all’interno dei confini statunitensi. Marcello Foa lo spiega bene nel suo articolo di oggi sul suo blog su ilGiornale.it , dove senza mezzi termini presenta le ragioni che hanno spinto la Merkel a dire che “l’Europa non si può più fidare degli Stati Uniti.” Un assist della Cancelliera al deep state americano.

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