I corpi di polizia speciale di Barcellona, i Mossos d’Esquadra, hanno arrestato quattro persone a Barcellona, accusate di essere implicate negli attentati che hanno colpito l’aeroporto e la metropolitana di Bruxelles nel 2016. L’operazione della polizia catalana ha visto l’impiego di decine di uomini in tutta la regione di Barcellona e in tutta la Catalogna, con dodici perquisizioni e giungendo alla detenzione e all’identificazione di molti complici.Secondo quanto espresso dalla polizia catalana, l’indagine è iniziata circa otto mesi fa a seguito di una serie di segnalazioni che hanno coinvolto diversi ambiti della pubblica sicurezza della Comunità. Il massimo responsabile del Corpo di polizia, Josep Lluis Trapero ha dato poche e sporadiche indicazioni riguardo l’arresto. Ma informazioni di importanza vitale per comprendere, ancora una volta, come il fenomeno terrorista sia decisamente ù complesso di quanto si possa pensare. Gli arrestati sono tutti uomini tra i trenta e i quaranta anni, con precedenti penali relativi soprattutto al traffico di droghe, vivevano in Catalogna ma erano tutti di origine marocchina e, sicuramente, si sono spostati per i vari Stati d’Europa negli ultimi anni. Tra cui il Belgio.La detenzione di questo gruppo di jihadisti indica innanzitutto di come la cooperazione europea non possa essere messa in secondo piano. L’assenza di frontiere interne che facciano da prima barriera al trasferimento di questi criminali per tutta l’Unione Europea impone una cooperazione d’intelligence e di forza di sicurezza a livello europeo che sia sempre più profonda. In questo senso, l’attività di Eurojust, la piattaforma europea di collaborazione fra i sistemi di giustizia dei Paesi europei, è un prima struttura però non del tutto sufficiente. Se si eliminano le barriere doganali e il traffico di persone diventa un pilastro dell’Unione Europea, allora bisogna far sì che sia tutto più facile anche nella repressione del fenomeno tra i vari Paesi, non potendo lasciare che ogni Paese gestisca il problema da solo.In secondo piano, c’è da porre l’accento su come vi sia un chiaro collegamento fra criminalità organizzata e terrorismo. Non c’è più un’organizzazione che compie solo attentati terroristici di matrice esclusivamente islamista o politica, ma è tutto un sistema criminale. La jihad passa quindi attraverso una serie di reti illegali che includono il traffico di droga. Un dato su cui riflettere se si pensa a dove lo Stato Islamico e prima ancora Al Qaeda hanno costruito il loro impero, tutti Stati dove il traffico di stupefacenti e la produzione di droga rappresenta una risorsa di denaro illimitata e totalmente priva di controllo. Gli arresti di Barcellona dimostrano quindi sono soltanto il collegamento ormai sempre più stretto fra queste due tipologie di realtà criminale, ma anche che dietro al traffico di stupefacenti o altre forme di criminalità organizzata può esserci sempre un piano di finanziamento di organizzazioni criminali con fini molto più importanti del semplice spaccio.La Spagna, in questo senso, è un esempio di come questi fenomeni stiano sviluppandosi in modo parallelo. Sono ormai decine gli arresti che sono stati compiuti nelle varie città spagnole che hanno avuto come obiettivi cellule jihadiste e bande di criminali allo stesso tempo. In particolare, la Catalogna si dimostra un territorio dove la diffusione del radicalismo islamico è un problema sempre più sentito dalla collettività. Solo nell’ultimo mese, prima di questa operazione antiterroristica di Barcellona, in due città della regione sono stati arrestati una ragazza di 19 anni che arruolava jihadisti tramite i social network e alcuni appartenenti a una cellula terroristica che faceva proselitismo ed incitava all’arruolamento nei gruppi terroristici. Anche Madrid e Valencia, negli ultimi mesi, sono state teatro di arresti di fondamentalisti islamici che utilizzavano in particolare i social network e i siti internet jihadisti per radicalizzare i più giovani e gli immigrati, fino a giungere a vere e proprie lezioni di addestramento sull’utilizzo delle armi o di tattiche di combattimento sia in campo aperto che in città. 

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