Donald Trump e Rudy Giuliani contro l’ex Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, una guerra aperta. Mentre al Senato si è chiusa, dopo 93 quesiti e oltre otto ore di dibattito, la prima giornata del processo di Impeachment ai danni di Donald Trump dedicato alle domande dei senatori, riservate ai manager democratici sostenitori dell’accusa e al team legale del Presidente, che si deve difendere dagli articoli di Impeachment di abuso di potere e ostruzione al Congresso nell’ambito dello scandalo Ucrainagate, l’avvocato del presidente Donald Trump, l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, replica alle accuse di Bolton. Accade mentre si allontana allontanata l’ipotesi dell’inserimento all’interno del processo di testimoni aggiuntivi, come l’ex senior adviser alla sicurezza nazionale di Trump, e della pubblicazione di documenti tenuti fino a oggi riservati, come le telefonate e le registrazioni del capo dello staff della Casa Bianca, Mick Mulvaney.

Come riporta la Cbs, Giuliani, ha direttamente contestato le dichiarazioni dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton secondo cui Trump avrebbe legato la sospensione degli aiuti militari per l’Ucraina a un’indagine sui rivali politici del presidente (Joe Biden), definendo Bolton “un pazzo”. “Non mi ha mai detto di aver un problema con quello che stavo facendo in Ucraina” ha ammonito Giuliani. “Mai una volta, non mi ha mai inviato neppure in piccolo appunto. È un classico pazzo, un personaggio della ‘palude’. Trovo che la sua testimonianza sul presidente sia quasi incredibile”. Giuliani ha dichiarato di aver indagato, a nome del presidente, su accuse di corruzione che riguardavano l’ex vicepresidente e suo figlio Hunter, membro del consiglio d’amministrazione della società ucraina Burisma.

La guerra fra la Casa Bianca e l’ex John Bolton

John Bolton ha accusato il Presidente Donald Trump di avergli riferito che avrebbe tenuto bloccati i 391 milioni di dollari di aiuti militari Usa all’Ucraina finché Kiev non avesse acconsentito a collaborare ad inchieste sui democratici e in particolare sullo sfidante Joe Biden, in corsa per la Casa Bianca. Una rivelazione contenuta nella bozza di un libro firmato da Bolton, secondo quanto riportato dal New York Times nei giorni scorsi. Una copia della bozza sarebbe attualmente in fase di revisione alla Casa Bianca che potrebbe anche decidere di censurare il libro o arrivare a vietarne la pubblicazione.”Davvero spiacevole. Ecco un uomo che pretende di occuparsi della sicurezza nazionale di questo Paese. E dopo aver lasciato la Casa Bianca scrive immediatamente un libro. È davvero deludente” ha spiegato la portavoce della Casa Bianca, Stephanie Grisham.

Durissima la replica di Trump contro l’ex consigliere per la sicurezza nazionale: “Se l’avessi ascoltato, saremmo alla Sesta Guerra Mondiale”, ha affermato il presidente Usa in un tweet, sostenendo di averlo licenziato per “i molti errori di giudizio”.

Le domande a cui i dem non rispondono

Sul ruolo di Hunter Biden e Joe Biden in Ucraina, sono molte le domande a cui i democratici preferiscono non rispondere. Come nota il New York Post, che cosa ha ottenuto in cambio Burisma dalla consulenza milionaria del figlio di Joe Biden, che non aveva nessuna competenza in campo energetico e non aveva mai messo piede in Ucraina prima di allora? “L’amministrazione Obama – scrive la testata americana – ha investito oltre 53 milioni di dollari in denaro dei contribuenti americani per aiutare l’industria energetica ucraina. La gente dovrebbe sapere quanto Burisma e le sue iniziative correlate potrebbero aver ottenuto”. Inoltre, Joe Biden dovrebbe anche rispondere “per i 20 milioni di dollari di prestiti finanziati dei contribuenti che sono andati al suo amico del Delaware John Hynansky per aver avviato una concessionaria di auto di lusso in Ucraina vendendo Porsches, Land Rover e altri veicoli di lusso. Hynansky aveva fatto grandi donazioni alle campagne di Biden. In seguito avrebbe prestato 500.000 dollari al fratello di Biden, James, che era in ritardo con i pagamenti dei mutui e doveva più di 590.000 di dollari in tasse arretrate”.

I democratici e i media liberal sono fermamente convinti che i rapporti di Joe Biden in Ucraina siano irrilevanti per l’impeachment di Trump. E se Biden avesse usato il denaro dei contribuenti come suo salvadanaio personale per aiutare suo figlio e un suo amico? E se i democratici accusassero il Presidente Usa per provare a nascondere gli affari “controversi” dell’ex vicepresidente?

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