Smentite e conferme, il solito giro di notizie che viaggia lungo il filo di certezze che ben presto diventano dubbi e poi di nuovo certezze: alla fine però, anche la conquista del campo di El Feel da parte delle forze di Haftar dovrebbe essere realtà, pur se è d’obbligo mantenere il condizionale. Il generale della Cirenaica con i suoi uomini sarebbe avanzato fin dentro il campo petrolifero gestito da una joint venture composta dalla libica Noc e dall’italiana Eni

“Il campo continua a funzionare”

Ovviamente tutto questo non può non avere implicazioni interne ed internazionali. Per quel che riguarda l’Italia, gli occhi sono subito puntati sul fatto che, come detto, El Feel è un campo dove opera l’Eni. Nelle vicinanze si trova la città di Marzuq, raggiunta nei giorni scorsi da alcuni bombardamenti operati dall’aviazione di Haftar.

Non appena nella serata di giovedì iniziano a diffondersi le notizie circa la presa dell’Lna, l’esercito comandato da Haftar, dei campi di El Feel non sono poche le preoccupazioni. Si temono scontri e quindi possibili stop alla produzione o danneggiamenti delle strutture. In realtà poi, in seguito ad alcuni riscontri e dopo alcuni comunicati dell’Lna, si parla dell’occupazione del campo da parte dell’autoproclamato esercito libico arrivata senza sparare un colpo.

Sempre nella serata di giovedì, al canale libico Channel218 un ingegnere intervistato telefonicamente conferma che la situazione è tranquilla e sotto controllo. Anche su Agenzia Nova si apprende che la produzione continua ed anzi “non si è mai arrestata, confermandosi al ritmo di settantamila barili al giorno”. Dunque ad El Feel l’estrazione del greggio prosegue e questa è, per l’Eni e per l’Italia, la più importante delle notizie. Ma per quanto concerne l’intero contesto libico, la conquista di El Feel da parte di Haftar non è un elemento di secondaria importanza. 

Haftar sempre più uomo forte del paese

Dopo la conquista del campo di Sharara, tra i più grandi dell’intera Libia, e dopo la presa di Sebha, capoluogo del Fezzan, il cerchio sembra chiudersi con l’Lna oramai capace di avere in mano quasi per intero il sud del paese. L’operazione iniziata lo scorso 15 gennaio ed ordinata dallo stesso Haftar, ha per obiettivo la conquista del Fezzan e l’eliminazione dei gruppi jihadisti e dei ribelli ciadiani presenti in zona. Il livello di sicurezza con l’arrivo del generale sembra essere aumentato nelle zone sotto il suo comando, ma non mancano perplessità ed insidie future.

A cominciare dalla possibilità di scontri diretti tra tribù locali e membri dell’esercito di Haftar. I bombardamenti di inizio mese sono un segnale importante in tal senso, in queste ore a preoccupare maggiormente è la situazione a Murzuq: la cittadina è a pochi passi dal campo di El Feel, vengono segnalati scontri soprattutto tra Lna e milizie Tebu. 

In Libia e non solo si attendono le evoluzioni previste nel sud della Libia, per capire in che direzione andrà il paese. E questo a poche settimane dalla prevista conferenza nazionale e dalle paventate elezioni presidenziali. 

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