Il nuovo capitolo delle turbolente relazioni tra USA e Russia vede la possibilità di nuovi importanti risvolti, rilanciando alla presunta offesa del Russiagate con una azione speculare, dalla portata sicuramente più dirompente. 

Secondo il comitato scientifico del Consiglio per la Sicurezza della Federazione Russa, nella persona di Andrey Manojlo, gli Stati Uniti si starebbero preparando ad una strategia di interferenza nelle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 18 marzo, durante le quali Putin potrebbe confermarsi presidente per la quarta volta, prolungando la sua permanenza al vertice della nazione a ben un quarto di secolo. 

Pochi giorni fa, riporta il quotidiano russo Izvestia, il Consiglio per la Sicurezza russo, nella persona del suo membro del Comitato Scientifico Manojlo, ha pubblicato un report dal titolo: “Invasione. L’intervento statunitense nelle elezioni nella Federazione Russa durante le campagne presidenziali dal 1996 al 2018“. 

Secondo quanto scritto nel report, gli Stati Uniti avrebbero approntato una strategia che comprenderebbe diversi strumenti atti a destabilizzare l’ambiente politico russo, comprendendo azioni come fughe di notizie, operazioni di carattere psicologico (pubblicità, fake news) e finanziamento delle opposizioni. L’obiettivo, quindi, sembra abbastanza scontato: creare un clima pesante attorno alla figura del Presidente uscente ed in odore di riconferma, Vladimir Putin, agendo questa volta direttamente all’interno dei confini della Russia, sull’opinione pubblica e sulle scelte degli elettori. 

Secondo Manojlo, alcuni metodi di interferenza sono già stati testati nelle passate campagne del 1996, 2000, 2004, 2008 e 2012, concentrandosi principalmente sulla strategia dell’information warfare, la guerra dell’informazione. “Lo scopo principale di tale intervento è screditare la leadership del paese, il presidente e i suoi più stretti collaboratori. Gli Stati Uniti usano attivamente questi meccanismi di influenza. Viene scelto l’oggetto dell’influenza, e si effettua uno studio dettagliato su come agire. Dopodiché, contenuti preconfezionati per le masse vengono organizzati e diffusi attraverso i media, i social network, gli agenti e così via “, ha affermato l’esperto. 

Secondo il documento, gli Stati Uniti hanno una vasta rete di attori statali e non statali che influenzano i processi politici in altri paesi. Inoltre, l’attuale strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti dichiara direttamente la Russia e la Cina tra gli stati più pericolosi della scena internazionale, mettendo Mosca alla pari con organizzazioni terroristiche internazionali e “stati canaglia” (ad esempio, Iran e Corea del Nord). Secondo lo scienziato politico, Mosca dovrebbe iniziare i preparativi per resistere ai tentativi di influenzare le elezioni presidenziali.

Il documento ha anche rilevato che gli Stati Uniti hanno intensificato il proprio intervento negli affari interni della Federazione Russa da quando il presidente Vladimir Putin è salito al potere. Cioè, proprio nel momento in cui la Russia ha iniziato “ad essere designato come attore indipendente nell’arena internazionale, rivendicando la sovranità negli affari interni”.

Il primo vicepresidente della commissione per gli affari esteri del Consiglio della Federazione Vladimir Jabarov in un’intervista rilasciata sempre ad Izvestia ha sottolineato che l’interferenza sistemica statunitense negli affari interni russi è sempre stata, ma oggi la Federazione Russa è una società forte e unita pronta a contrastare l’influenza straniera a tutti i livelli. Secondo il senatore, ci saranno tentativi di interferire, ma Mosca ha già preso tutte le misure necessarie ed è pronta a resistere alle azioni illegali di stati stranieri. Inoltre, il parlamentare ha osservato che i tentativi di influenzare le elezioni russe saranno individuati in tutti i siti internazionali e dimostrati alla comunità mondiale.

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