In Slovenia è l’ascesa di Marjan Sarec, 32enne, personaggio nuovo della politica su posizioni anti-sistema, secondo i sondaggi otterrà un grande risultato elettorale, ma regna grande incertezza circa l’esito del voto. Più del timore di una scarsa affluenza, rimane alta la probabilità che le urne consegnino un parlamento diviso, con la necessità di formare nuovamente un governo di coalizione. E’ quanto e’ emerso da un sondaggio pubblicato da Delo, il maggior quotidiano sloveno.

Sarec, sindaco di Kamnik, comune di circa 29 mila abitanti a nord di Lubiana, è salito alla ribalta della politica nazionale dopo che alle elezioni presidenziali del novembre scorso ha costretto al ballottaggio il presidente in carica, Borut Pahor. Ha frequentato da giovane una scuola di falegnameria, è un ex comico con un passato da giornalista radiofonico e imitatore. Senza particolare esposizione mediatica né un chiaro programma politico, l’LM di Sarec intende fare un grande risultato alle prossime elezioni politiche e raccogliere i voti degli elettori delusi dall’attuale classe politica.

Le elezioni politiche anticipate si terranno il 3 giugno. Dopo che il primo ministro di centro-sinistra Miro Cerar si è dimesso a causa dell’annullamento da parte della Corte Suprema del referendum che aveva dato il via libera a un ambizioso progetto ferroviario sulla tratta Divaccia-Capodistria da 1 miliardo di euro. Ma si è reso disponibile a restare al governo fino all’insediamento del nuovo esecutivo.

Ma il vero protagonista rimane Sarec che raccoglie soprattutto i voti di chi è deluso da Smc, il partito del premier Miro Cerar, ma anche della Sds, partito conservatore recentemente colpito dallo scandalo dei finanziamenti che provenivano dalla Bosnia sotto la veste di prestiti agevolati. Il suo leader Janez Jansa nel frattempo amoreggia con i partiti di destra nazional-populisti di Europa, in prima linea quello del primo ministro ungherese Viktor Orban.

Ma nel 2017 a guidare i sondaggi è stato sempre il Partito democratico di Janša che nel gennaio di quest’anno ha confermato la leadership con il 15,8%, seguito da Šarec al 12,9%, terzi i socialdemocratici al 12,1%. Solo quarto posto con l’8% il partito del premier (Smc), quinta Nuova Slovenia (Nsi) e sesto il Partito dei pensionati (Desus) del vicepremier e ministro degli Esteri Karl Erjavec con il 4,8%, stesso risultato della Sinistra (Levica).

I sondaggi danno Sarec in altalena tra il più votato e il secondo. Ed è anche il secondo politico più amato della Slovenia, il primo è ancora il presidente Pahor. “Noi promettiamo l’impossibile, e faremo tutto il possibile perché in Slovenia si viva meglio”.

Ma il difficile verrà dopo il voto. Come chiarisce Peter Jancic, analista politico e direttore del sito web politico Spletni Casopis: ”Mi aspetto che il partito vincitore formerà una coalizione di governo, ma è impossibile dire quale squadra vincerà”.

La Slovenia, che ha evitato per un breve periodo un salvataggio internazionale per le sue banche nel 2013, è tornata a crescere un anno dopo, e ci si aspetta che l’economia si espanda del 5,1% quest’anno, sostenuta dalle esportazioni e dagli investimenti. Il nuovo governo dovrà mettere un freno alla spesa pubblica per ridurre il debito pubblico, che dovrebbe scendere a circa il 70% del Pil quest’anno, dal 73,6% nel 2017.

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