Il presidente della Turchia, Recep Tayyp Erdogan torna a sfidare l’Europa e a usarla per scopi elettorali. Alla vigilia della campagna per le elezioni anticipate dallo stesso presidente, il sultano provoca: “A dio piacendo, il maggio prossimo terrò un comizio in Europa, in un palazzetto dello sport al chiuso. Abbiamo già preparato tutto”.

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Erdogan non ha specificato in quale città né in quale Paese terrà il comizio- Ma le sue frasi sono destinate a far discutere. Soprattutto dopo la campagna elettorale per il referendum dell’anno scorso, quando ai ministri del governo turco e i rappresentanti del partito del presidente, l’Akp, furono chiuse le porte per i comizi in Europa.

 In quell’occasione, Erdogan, accusò l’Europa di “razzismo xenofobo” e lanciò accuse nei confronti di Olanda e Germania, tacciando i rispettivi governi di “fascismo” e di “nazismo”. Germania, Olanda e Austria sono i Paesi europei con la più alta concentrazione di turchi in tutto il continente. Ci sono anche molti curdi, e sono tanti i rischi per la sicurezza. Erdogan non solo fa comizi al suo elettorato, ma si rivolge con offese e attacchi durissimi nei confronti di tutti gli avversari della Turchia. E c’è il pericolo che le manifestazioni di protesta degenerino in scontri di piazza.

Dopo l’annuncio delle elezioni anticipate, il premier austriaco Sebastian Kurz aveva immediatamente fatto capire che i turchi non avrebbero fatto campagna elettorale in Austria. Una presa di posizione forte che rientra perfettamente nella nuova politica del giovane primo ministro di Vienna e che è stata ripresa anche dal governo tedesco. Il ministro degli Esteri Heiko Maas ha escluso da subito ogni tipo di evento relativo alle elezioni turche in territorio tedesco.

Erdogan sfida l’Europa

L’annuncio del presidente turco di tenere un comizio in Europa a maggio è una sfida a tutto il blocco europeo. Erdogan in questi ultimi mesi ha continuamente provocato i Paesi membri dell’Unione europea e ha sfidato apertamente gli interessi dei governi del Vecchio continente.

L’Italia ha assistito al blocco della nave usata dall’Eni per la ricerca degli idrocarburi nelle acque di Cipro, provocando un danno economico non solo all’azienda italiana ma a tutto il nostro Paese. Per non parlare di quanto avvenuto recentemente con la Grecia, con i caccia turchi che hanno affiancato l’aereo del presidente del consiglio greco Alexis Tsipras. Un gesto provocatorio avvenuto sui cieli del Dodecanneso e che è finito con l’intervento degli aerei da guerra greci che si sono frapposti fra i jet turchi ed l’aereo del premier.

Ma al netto di questi gesti, già di per se eclatanti, quello che è evidente è l’assoluta volontà di Erdogan di evitare qualsiasi rapporto amichevole con i Paesi europei che non sia utile ai suoi interessi. Ed è per questo che è importante la reazione dei governi di Germania e Austria dopo l’annuncio del comizio in Europa. La priorità, in questo momento storico, è mostrare esistono dei paletti. Non sempre l’interesse economico deve prevalere sulla posizione ideologica

Dopo aver intaccato gli interessi italiani, provocato la Grecia, offeso i governo dell’Europa centrale e invaso tacitamente il nord della Siria provocando morte e distruzione fra i curdi (proprio alleasti di quei governi europei che lui attacca), il comizio sarebbe effettivamente troppo. Ma, visto la rete d’interessi che ha costruito, non ci si dovrebbe stupire se riuscisse comunque a farlo. Anche i Balcani fanno parte dell’Europa-. E qui Erdogan, alimentando il suo sogno neo-ottomano, ha costruito una rete d’influenza molto profonda ed estesa. Potrebbe essere proprio in questa regione, sfruttando le comunità mussulmane, che Erdogan muoverà il suo prossimo passo.

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