Quattrocento soldati israeliani dei reparti speciali sbarcheranno questa settimana a Cipro per svolgere esercitazioni militari congiunte con le truppe di Nicosia. Le manovre, che inizieranno domenica prossima, avranno luogo sulla catena dei monti Troodos, area di montagna che, secondo molti analisti, ricorderebbe la conformazione delle catene montuose tipiche del territorio libanese. Alle manovre congiunte tra le forze armate dei due Stati, dovrebbero partecipare in particolare gli elicotteri Black Hawks delle forze di difesa israeliane.Non è la prima volta che le forze armate cipriote e quelle israeliane compiono esercitazioni congiunte sull’isola di Cipro. È però la prima volta che l’esercito israeliano utilizza truppe di terra, a dimostrazione dell’importanza che queste manovre rivestono per le strategie militari di Tel Aviv. Ed è interessante soprattutto il fatto che le esercitazioni avranno come scopo quello di addestrare entrambe le forze alla liberazione di villaggi montuosi occupati da forze paramilitari. Uno scopo che secondo molti sarebbe l’anticamera di un addestramento in caso di conflitto con Hezbollah e con le truppe regolari libanesi, che, da più parti, viene annunciato come più che imminente. La liberazione di villaggi occupati da paramilitari e soprattutto l’addestramento su catene montuose di media altezza simili a quelle libanesi, dimostra come l’intento da parte delle forze di difesa di Israele sia quello di tenere alta l’attenzione sul rischio di un potenziale conflitto nell’area del Libano meridionale. Esercitazione che si aggiungerebbero, inoltre, a una serie di altre manovre che da tempo le forze israeliane stanno attuando proprio su scenari geografici simili al confine israelo-libanese.Se per Israele gli obiettivi dell’esercitazione sono quelli di addestramento nei confronti di uno scenario di guerra possibile con uno dei suoi nemici storici, altrettanto importanti sembrano essere gli obiettivi di Cipro a svolgere queste manovre congiunte insieme alle forze armate israeliane. La situazione politica e territoriale di Cipro resta, infatti, un nodo particolarmente importante, se non fondamentale, che si trova a sciogliere il governo di Nicosia. Nelle ultime settimane, sembra che si possa riaprire una finestra di dialogo con la Turchia grazie all’impegno da parte delle Nazioni Unite e del Segretario Generale, che hanno speso parole importanti per giungere un incontro tra le parti in conflitto e arrivare a una risoluzione della controversia. Purtroppo per il governo di Nicosia, da parte turca non sembrano esserci mai stati grandi passi in avanti nella pacificazione della disputa su Cipro Nord. Uno dei problemi da risolvere è, infatti, quello dello schieramento di migliaia di soldati turchi nell’area turco-cipriota che per Nicosia rappresentano non soltanto una grave violazione della propria sovranità, ma anche una minaccia costante per la propria sicurezza nazionale. Erdogan, nonostante l’apertura al dialogo, ha però negato qualsiasi possibilità di disarmo della parte settentrionale di Cipro in mano turca.Lo scontro fra Cipro e Turchia verte inoltre sullo sfruttamento del mare territoriale dell’isola, che è motivo di dispute continue tra il governo di Nicosia e quello turco. Per la Turchia, avere Cipro nord significa controllare il passaggio delle flotte fra l’isola e il continente, di fatto trasformando l’area marittima nordorientale del Mediterraneo in una sorta di mare nazionale turco che guarda diretto alla Siria. Per Cipro, oltre al problema del controllo delle acque nazionali, riveste un ruolo centrale lo sfruttamento delle risorse energetiche dei fondali marini. Nicosia continua a trivellare nelle acque territoriali contese fra parte turca e parte greco-cipriota e alimenta dunque le conflittualità tra le due parti dell’isola. E, non a caso, proprio lo sfruttamento dei giacimenti d’idrocarburi nelle acque cipriote è uno dei punti centrali dell’alleanza che lega Israele a Nicosia. Negli ultimi anni, il premier Anastasiadis ha incontrato più volte il suo omologo Netanyahu per stringere accordi di joint-venture in ambito energetico e che prevedono, oltre alla collaborazione nelle perforazioni, anche lo sviluppo di un oleodotto nel Mediterraneo orientale e il cosiddetto EuroAsia Interconnector.In questo senso, le esercitazioni militari congiunte fra Israele e Cipro rappresentano una sorta di suggellamento di un’alleanza che va ben oltre il semplice profilo militare. I due Stati hanno intrapreso rapporti diplomatici solidi, retti da un ottimo rapporto economico e soprattutto dalla volontà da parte israeliana e cipriota di inviare un messaggio chiaro alla Turchia. Per Cipro significa ricordare ai turchi che la situazione dell’isola va risolta e che non sono soli. Per Israele, significa ricordare a Erdogan che il loro alleato, a Cipro, è il governo di Nicosia e dunque di limitarsi in tutto lo scacchiere mediorientale, a partire dallo status dell’isola. Ma è anche un messaggio rivolto a Hezbollah, al quale ricorda che le forze di difesa israeliane si addestrano continuamente per una guerra nel prossimo futuro.

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