Il Giappone si trova in una situazione molto delicata. Tokyo è in piena guerra commerciale, diplomatica e politica con la Corea del Sud. Le cause sono da ricollegare a un vecchio contenzioso riferito ai tempi dell’occupazione nipponica della penisola coreana; all’epoca la velleità espansiva dell’esercito giapponese spinse il Giappone a espandersi in Asia, annettendo e colonizzando diverse regioni. I nodi non sono mai stati sciolti, e la conferma arriva dalle ultime richieste di Seul all’indirizzo di Mitsubishi, azienda che negli anni più bui della politica estera giapponese avrebbe sfruttato cittadini sudcoreani e sottoponendoli a lavoro forzato. La Corea del Sud ha chiesto un risarcimento ma da Tokyo è arrivata una mezza pernacchia. Non solo: il primo ministro Abe Shinzo ha bloccato le esportazioni verso la stessa Corea del Sud di quei prodotti nipponici necessari a Seul per il rafforzamento del settore tecnologico. Il governo sudcoreano ha risposto chiudendo le porte a beni giapponesi, oltre che boicottando tutto o quasi il made in Japan. Insomma, il Giappone è tornato sul terreno di battaglia, anche se per il momento solo su lati non militari.

Il Giappone non è ancora pronto

Il problema di Tokyo, secondo Foreign Policy, sta proprio nel fatto che sia “sceso in guerra”. Una guerra che il Giappone non è ancora pronto a intraprendere, a queste condizioni. Sono due i motivi che, con il passare dei mesi, potrebbero strangolare Abe. Il primo: Tokyo rischia di subire un grave contraccolpo in termini economici. Il secondo: i Samurai dovrebbero dare una spolverata alll’esercito, inattivo ormai da decenni, ovvero dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In ogni caso, secondo alcuni analisti, il Giappone metterebbe al primo posto gli interessi economici e commerciali piuttosto che le diverse visioni del mondo. Eppure qualcosa è andato storto, e i dissidi con la Corea del Sud sono lì a testimoniarlo.

Scarsa rilevanza in politica estera

C’è poi da considerare, come detto, il lato militare. Tokyo ha sì un esercito, ma per via delle limitazioni della Costituzione pacifista non ha mai potuto effettuare missioni offensive. I soldati nipponici, dunque, potrebbero peccare di allenamento e, in uno scontro a larga scala, potrebbero essere spazzati via dai vari giochi di alleanze che stanno sorgendo in Estremo Oriente. Senza considerare che il peso specifico del Giappone in politica estera è bassissimo: Tokyo ha sempre e solo badato ai suoi affari, infischiandosene delle generalità dei propri partner. Proprio per la sua scarsa presenze negli esteri, la maggior parte degli stati dell’Unione Europea potrebbe essere pronta a schierarsi con altre potenze, fra cui, con ogni probabilità, anche la Corea del Sud.

Le tensioni d’Asia

In Asia la situazione si è fatta più calda del previsto, considerando che si sono delineate diverse faglie di frattura ben definite. Oltre al testa a testa Corea del Sud contro Giappone ci sono altri bracci di ferro da tenere sotto stretto controllo, fra cui le tensioni in Kashmir, che mette di fronte India e Pakistan, e la madre di tutte le Trade War: Stati Uniti contro Cina. Si sono poi aggiunte in corsa India e Cina, con le minacce di quest’ultima all’indirizzo di Nuova Delhi. In mezzo a tutto questo, il Giappone è sceso in campo ma non è ancora pronto a camminare con le proprie gambe.

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