E adesso come si comporterà la Francia con il resto del mondo? Una volta acclarata la vittoria – ormai data per certa anche settimane fa – di Emmanuel Macron, il mondo si interroga su quali saranno le iniziative del neopresidente francese in politica estera. Perché è chiaro che il voto francese ha avuto un peso politico importante e ha consegnato il Paese a un modello liberista e liberale che anima le coscienze di tutta Europa, ma è altrettanto vero che poi, in fin dei conti, ai cittadini degli altri Paesi interessa capire come si muoverà la Francia nello scacchiere internazionale.In molti, ritengono che Macron possa essere un presidente sostanzialmente debole, in balia degli stessi poteri forti che lo hanno portato avanti in questa campagna elettorale. Un giovane speculatore che adesso si trova sul trono di Francia sembra essere l’anello di congiunzione ideale fra finanza e politica. I mercati hanno accolto festosamente il suo avvento, così come l’Europa. Ma se è vero, parafrasando Marx, che l’economia è la struttura e poi tutto il resto è sovrastruttura, è anche vero che non sarà solo l’economia a decidere le sorti della Francia. C’è una politica estera da mandare avanti.Perché la Francia, è opportuno ricordarlo, non è solo uno Stato importante dell’Unione europea. La Francia è il Paese con la maggior capacità di dispiegamento e manovra delle proprie forze armate all’interno dell’Unione Europea. La Francia è membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Francia è un ex-impero coloniale che ancora oggi possiede una rete d’interessi in Africa da far invidia a molti Stati altrettanto influenti. La Francia, inoltre, appartiene alla Nato, come unica potenza in Europa a possedere un proprio arsenale nucleare.Sul fronte europeo, tutto sembra far propendere per un’Europa che continuerà ad essere a trazione tedesca, ma con una Francia decisamente più in grado di prendere qualche decisioni in più. Il che, intendiamoci, non vuol dire che rivoluzionerà le politiche dell’Unione europea. Semplicemente, vista la coincidenza delle elezioni francesi prima delle elezioni tedesche e vista l’assoluta continuità di Macron con l’agenda di Bruxelles, potrebbe darsi che in futuro la Francia possa tornare ad essere considerata una guida politica di questa Europa, dopo che Hollande aveva annientato ogni idea di un asse franco-tedesco per spostarsi invece sulla totale abdicazione in favore di Berlino.Un ritorno di un asse franco-tedesco sia in caso di conferma di Angela Merkel, sia in caso di vittoria di Martin Schulz, sembra pertanto essere una possibilità. Bisognerà poi vedere se questa vicinanza con la Merkel si tradurrà in sudditanza, come fece François Hollande, o in coabitazione.Sicuramente, non vedremo da parte di Macron quei tentativi di rivisitare l’agenda europea che fecero prima di lui Chirac e Sarkozy, né tantomeno una rivisitazione dei negoziati europei. Macron è fermamente europeista e fortemente convinto di tutto quanto provenga da Bruxelles. Però, bisogna ricordare che Varoufakis, non propriamente un convinto sostenitore dell’austerità di matrice tedesca, abbia detto recentemente che Macron fu uno dei pochi ministri dell’economia a considerare la possibilità di ridefinire il piano sul debito greco e a voler tentare un approccio diverso al problema della crisi di Atene.Sul fronte internazionale, il timore è che Macron possa dar seguito a quanto sostenuto più volte, ovvero la necessità di un attacco in Siria contro Assad. Durante un comizio ad Amiens, il presidente francese sostenne che, in caso di elezione, avrebbe fatto tutto il possibile per neutralizzare la minaccia chimica di Assad, anche senza l’aiuto delle Nazioni Unite. Bisognerà quindi capire se quanto detto da Macron sia stato un messaggio propagandistico oppure se sia stato un vero e proprio punto programmatico che sarà rispettato.L’altra questione riguarderà i rapporti con la Russia. In molti, ritengono che le relazioni fra Parigi e Mosca saranno sostanzialmente le stesse dell’era Hollande. Ed in effetti, nulla sembra far presagire il contrario. La vicinanza ad Angela Merkel, così come le distanze prese da Macron riguardo Putin e la volontà di mantenere le sanzioni fino al completo rispetto delle disposizioni di Minsk, non sembrano far pensare a un prossimo ritorno alla normalizzazione dei rapporti fra i due Paesi. Nonostante questo, l’anno scorso Macron si è più volte riferito alla Russia considerandola un partner strategico dell’economia francese e ha più volte sostenuto la necessità di dover cambiare qualcosa dello stato attuale delle relazioni.Ora, non resta che attendere le prime mosse di Macron. Purtroppo, molti segnali non inducono all’ottimismo, sia per il curriculum del presidente francese, sia per le sue frasi nei vari comizi elettorali. Saranno i fatti, come sempre, a dire di che pasta è fatto.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.