L’Europa non è più al centro della scena da molto tempo. Il Vecchio continente vive nei ricordi di ciò che era, memore degli anni in cui i singoli Stati potevano ancora contare su un peso specifico di rilievo nel condizionare i processi globali. Oggi, quegli stessi attori, una volta protagonisti assoluti, si sono trasformati in comparse senza nemmeno accorgersene. Dal momento che in politica ogni vuoto viene subito riempito, la ritirata europea ha favorito l’avanzata di nuovi soggetti, tra cui Russia e Cina. Entrambe sono impegnate a conquistare le praterie dell’Europa, ed entrambe sono impegnate – chi per un verso, chi per un altro – in un duro braccio di ferro con gli Stati Uniti. In altre parole, la situazione è la seguente: l’Unione europea è sì presente al tavolo dei grandi, ma il suo ruolo non è affatto quello di commensale. L’Ue, semmai, è il piatto forte smembrato da Mosca, Washington e Pechino, ognuno dei quali intenzionato a fagocitare quanto più spazio di manovra possibile a discapito dell’altro. E a discapito della stessa Europa.

Il piano di Cina e Russia

Nessuno dei “nuovi big” si preoccupa più di Bruxelles, se non quando è necessario prender parte a un incontro burocratico, un vertice apparentemente rilevante o in caso di cerimonie. Eppure, l’Europa non conterà più niente, ma per via della sua posizione geografica è diventata il perfetto terreno di scontro tra i valori americani e liberali da una parte e quelli autoritari, incarnati da Mosca e Pechino, dall’altra. L’assedio a danno dell’Europa è totale, e il ventaglio di armi usate dall’Orso russo il Dragone cinese è immenso, anche se le maggiori attenzioni ricadono sul cyberspazio. O meglio: l’Europa fa gola perché possiede ancora la leadership dell’innovazione digitale, e l’obiettivo di Cina e Russia è mettere le mani su quel know how per stravolgere le carte in tavola.

Italia anello debole dell’Europa

L’Italia è considerata da Bruxelles uno degli anelli deboli dell’Unione europea. Roma ha già teso le sue mani verso la Cina, ha firmato un Memorandum d’intesa per aderire alla Nuova Via della Seta e continua a flirtare con Xi Jinping. Nulla di male, si potrebbe obiettare. È vero, non ci sarebbe niente di male nel fare affari con Pechino, ma, anziché basarsi su ipotetici vantaggi non meglio definiti, sarebbe prima necessario avere e seguire una strategia che avvantaggi davvero il nostro Paese. In ogni caso, Cina e Russia, come sottolinea anche La Stampa, considerano l’Europa un terreno da conquistare e puntano a razziare il Vecchio Continente per far implodere Nato e Ue. In quel caso verrebbe meno anche la storica relazione che ha sempre legato Stati Uniti ed Europa.

Benvenuti nella “Seconda guerra fredda”

Sono questi i contorni di quella che alcuni studiosi hanno soprannominato “Seconda Guerra Fredda“. Russia e Cina ritengono che distruggendo il legame euratlantico l’Occidente possa cessare di esistere; a quel punto i singoli Stati europei sarebbero costretti a stringere nuove partnership. Con chi? Ovvio: con Pechino e Mosca. Questi due Paesi portano avanti la citata strategia in due modi differenti: Putin si è affidato agli interventi militari, prima in Georgia, poi in Crimea, mentre Xi Jinping punta sulla costruzione di imponenti infrastrutture. Attenzione però, perché nel nuovo scacchiere globale non ci sono solo Russia e Cina. Loro sono i due attori più importanti, ma trovano spazio anche altri personaggi: l’Iran, la Corea del Nord e, per tornare in campo europeo, la Turchia. Tutti sognano qualcosa: Putin ambisce a far risorgere l’impero russo, Xi a trasformare l’Europa in un grande mercato cinese, Erdogan di riproporre l’impero turco, Teheran di estendere la propria influenza in Medio Oriente e così via. E tutto, è sottinteso, a discapito dell’Europa.

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