Passeggiando nel centro di Washington DC., nel corso delle prossime settimane, sarà possibile fare un’esperienza surreale e incontrare un manichino che assomiglia dannatamente a Ivanka Trump, completa di trecce biondissime e di un vestito rosa aderente. Peccato che si tratti dell’ennesimo attacco, questo sì sessista, delle femministe Usa nei confronti della figlia del presidente degli Stati Uniti: si tratta infatti di un’opera, realizzata dall’artista 49enne Jennifer Rubell, che sta facendo molto discutere.

Ivanka Vacuuming (“Ivanka passa l’ aspirapolvere”) è il titolo dell’installazione artistica che si può “ammirare” presso la galleria Flash point, dove il pubblico è parte attiva ed è invitato a lanciare delle briciole sul pavimento – ripulito dalla first daughter. La performance è organizzata dal gruppo artistico CulturalDc per due ore ogni notte fino al 17 febbraio, ed è anche in diretta streaming online.

Il tutto è perfettamente in linea con le provocazioni di un’artista piegata al politicamente corretto: lo scorso febbraio Rubell ha invitato i visitatori della galleria a spalmarle una torta in faccia dopo aver firmato un modulo come parte della sua iniziativa Consent (2018), ispirata al movimento #MeToo

“Ci piace lanciare briciole a Ivanka”

L’odio liberal-politicamente corretto delle femministe americane verso la famiglia Trump sta tutto nelle dichiarazioni della stessa artista, pronunciate durante l’inaugurazione. L’artista femminista newyorkese , infatti, ha detto di apprezzare il suo rapporto “complicato” con il suo lavoro perché si diverte a lanciare le briciole per prendere in giro la figlia del presidente Trump. “Ci piace buttare le briciole per Ivanka e farle passare l’aspirapolvere” ha spiegato, immedesimandosi nel pubblico. “Questa è l’infida verità al centro di questo lavoro. È divertente, è piacevole, ci fa sentire forti e vogliamo farlo ancora, di più”.

La replica dei Trump: “Attacco sessista”

La galleria sostiene che Ivanka Vacuuming di Jennifer Rubell, esplora la “gamma comicamente ampia di identità femminili della signora Trump – figlia, moglie, madre, sorella, modella, donna lavoratrice, bionda”. In tutta risposta, la diretta interessata ha sottolineato su twitter che “le donne possono scegliere di farsi la guerra o di spalleggiarsi l’un l’altra. Io scelgo la seconda”. Nemmeno i suoi fratelli l’hanno presa benissimo. Sempre su twitter, Donald Trump Jr si è detto “triste, ma non sorpreso, di vedere una che si dice femminista lanciare attacchi sessisti contro Ivanka. Nel loro mondo, il sessismo va bene se colpisce nemici politici”.

Eric Trump ha dichiarato a Fox News che sua sorella Ivanka Trump “è una donna potente che ha fatto per le donne probabilmente molto di più di chiunque altro a Washington”.

La replica: “Non è un attacco contro Ivanka”

Rispondendo direttamente a Ivanka Trump su twitter, Rubell ha spiegato che l’opera d’arte “non è pensata per deridere” ma vuole “esplorare argomenti complicati a cui tutti noi importa”. L’artista si è inoltre offerta di organizzare una visita privata per la first daughter “senza il circo mediatico”. In un’intervista sul sito web di CulturalDc, pubblicata prima del suo lancio, la Rubell ha affermato che l’installazione riguardava anche il potere e il controllo.

Sarà, ma è altrettanto lecito chiedersi per quale motivo questo tipo di “provocazioni” non ci sono mai state verso Michelle Obama, per esempio, o nei confronti di Hillary Clinton. Forse perché in questo tipo di iniziative e “provocazioni” l’ideologia e la provenienza politico-culturale contano molto e provengono sempre dalla stessa intellighenzia? 

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