L’uso di parole forti e anche agghiaccianti da parte del nuovo presidente delle Filippine, che entrerà in carica il prossimo trenta giugno, non è certo una novità. Lo scorso anno, Rodrigo Duterte, durante la visita ufficiale del Papa a Manila, lo aveva insultato perché colpevole, secondo lui, di aver creato traffico nella capitale filippina.Poi il dietro front e le scuse. Subito dopo le elezioni, la portavoce dell’ex sindaco di Davao, soprannominato il Trump delle Filippine, aveva dichiarato che Duterte avrebbe voluto “visitare il Vaticano per chiedere perdono personalmente al Papa” e che “non avrebbe mai più usato un linguaggio inadeguato”. Ma così non è stato.Per approfondire: Guarda il nostro reportage dalle FilippineNei giorni scorsi, infatti, Rodrigo Duterte ha attaccato nuovamente la Chiesa cattolica, definendola “l’istituzione più ipocrita al mondo”. Poi, rivolgendosi direttamente ai vescovi, ha aggiunto: “Voi siete dei figli di p…., non vi vergognate? Avete chiesto così tanti favori ai politici, me compreso”.L’agenzia di stampa Asia News riporta che “la Conferenza episcopale aveva preparato un comunicato di risposta”, ma “con umiltà è stato deciso di non pubblicarlo e attendere invece l’insediamento ufficiale”, previsto fra poco più di un mese.Duderte, che si è autodefinito cristiano, non si è fermato qui. Ha lanciato una vera e propria sfida alla Chiesa, affermando di essere pronto ad  approvare una legge “sui tre figli”, limitando così le nascite delle famiglie filippine. Ma non solo. Il nuovo presidente del Paese, l’unico a maggioranza cattolica in Asia, ha anche dichiarato di voler introdurre la “pena di morte per impiccagione”.Le incognite sono tante. E il Trump delle Filippine continua a far parlare di sé. Una cosa, però, è certa: la battaglia tra la Chiesa cattolica e Rodrigo Duderte è solo all’inizio.

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