Florian Philippot è una delle figure più discusse del Front National. Un esponente tanto chiacchierato quanto centrale. Il Guardian l’ha significativamente ribattezzato come “l’uomo che può far diventare presidente Marine Le Pen”.strip_reporter_dayNato il 24 ottobre 1981 a Croix, è considerato prima un alto funzionario, poi un uomo politico francese. Laureatosi all’Ena, la prestigiosa Scuola dell’alta dirigenza pubblica , è uno dei cinque vicepresidenti del Fn, ma di fatto è il consigliere principe di Marine, colui che l’ha guidata nell’opera di dédiabolisation del partito. Florian, soprattutto, è la punta della corrente interna del Fn che si definisce apertamente laica, una fazione in lotta con quella conservatrice guidata da Marion e vista da molti come l’espressione autentica dell’ala sinistra del lepenismo. SeMarion Maréchal-Le Pen, infatti, guarda al nonno Jean Marie, alla difesa dei valori non negoziabili e all’universo cattolico, Florian è l’artefice del superamento della categoria politica “destra” dalle parti del Front. La corrente interna guidata dalla nipote dell’ex leader, esemplificativamente, si è da poco schierata per l’abolizione della legge che in Francia consente i matrimoni omosessuali, la legge Taubira.Philippot, invece, è un gay dichiarato, fatto che emerso anche dalla causa che promosse presso il Tribunale di Parigi nei confronti del settimanale Closer. La rivista in questione, infatti, aveva pubblicato, il 12 dicembre 2014,  un servizio fotografico in cui Philippot veniva ritratto a Vienna insieme al suo compagno, un giornalista televisivo,  che poi scrisse in forma anonima una lettera al settimanale stesso per fare outing rispetto la loro storia d’amore. Closer,  è scritto in questo pezzo, venne condannato sia in primo grado sia in appello per violazione della privacy, con l’ingiunzione di dover pagare 20mila euro di danni a Philippot.Florian, insomma, incarna l’anima nuova del lepenismo, quella libera dai retaggi del passato, aperta sia rispetto la questione sociale sia riguardo ai diritti civili. Marine Le Pen, inizialmente, diffidava di Philippot. Glielo fece conoscere Paul-Marie Coûteaux.  Il primo incontro, secondo quanto si legge qui, avvenne in un appartamento sulle rive gauche, il luogo dove Coûteaux svolgeva delle cene di presentazione per selezionare la classe dirigente. A Marine l’enarca piacque e nacque così un’ intesa destinata a cambiare per sempre le fattezze politiche del Front National. L’accento di Florian, infatti, non è mai stato posto sulla questione dell’immigrazione, anzi. La sua battaglia centrale è sempre stata quella per lo Stato sovrano, quindi per la ridiscussione dei trattati inerenti l’Ue e la riconquista di una sovranità economica e monetaria da parte della Francia. Niente a che vedere, dunque, con l’assillante richiesta di chiusura delle frontiere proveniente dall’ala destra del Front. Florian Philippot ha anche avuto un ruolo chiave nell’espulsione di Jean Marie dal partito. Nel gioco delle correnti interne, in definitiva, Florian Philippot rappresenta le istanze progressiste e filostataliste, Marion quelle cattolico-conservatrici. Marine Le Pen ha il compito arduo di operare una sintesi, cercando di attrarre, anche mediante i messaggi mediatici dei suoi bracci destri, gli elettori dell’una e dell’altra visione. Sarà fondamentale per il ballottaggio, altrimenti la vittoria di Emmanuel Macron arriverà inesorabilmente.

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