Ritorno alle urne per i francesi alle prese, nella giornata di oggi, con il primo turno delle elezioni politiche. Una corsa elettorale tutta a vetriolo e cardiopalma: troppe le variabili da prendere in considerazione: il neo rieletto Emmanuel Macron affronta il rischio di perdere la maggioranza parlamentare di Ensemble!, insidiata dalla sinistra di Nupes, la formazione di Jean-Luc Mélenchon: per la prima volta in cinque lustri principali partiti di sinistra hanno deciso di presentarsi in un fronte unito.

Una campagna elettorale scialba, divisioni, astensionismo

Sulle elezioni politiche anche l’ombra dell’astensionismo: la partecipazione al primo turno è del 39,42% alle 17.00, in calo di 1,3 punti rispetto al 2017. L’astensione alle elezioni legislative è aumentata dalle elezioni del 1993, passando dal 31% di quell’anno al 51,3% nel 2017. È la più alta tra i giovani e le classi lavoratrici. A mezzogiorno era del 18,4%, secondo il ministero dell’Interno. Un dato in calo di 0,8 punti rispetto al 2017, quando si attestava al 19,2%. Tra i dipartimenti in cui la partecipazione è stata più bassa quello di Seine-Saint-Denis, 27,72%. Complessivamente il tasso di astensione nel Paese si aggira intorno al 51,30%.

L’affluenza a mezzogiorno è stata del 18,43%, leggermente peggio di cinque anni fa, quando ci fu un’astensione record: nel 2017 l’affluenza alle urne quattro ore dopo l’apertura delle urne era stata del 19,24%. I dati sono del Ministero dell’Interno.

Il Paese è giunto al voto più diviso che mai: questo sembra essere l’anno della conferma del tripolarismo: la maggioranza presidenziale riunita sotto l’etichetta Ensemble!composta dal suo partito Renaissance, il MoDem di François Bayrou e Horizons dell’ex premier Edouard Philippe; la sinistra della Nuova unione popolare ecologica e sociale; l’estrema destra divisa ma con il Rassemblement national di Marine Le Pen a fare da ponte.

È stata una campagna elettorale scialba, che ha preso poco al cuore i francesi: Marine Le Pen, non pervenuta e poco agguerrita; Macron costretto a scendere in campo solo nella volata finale, per via dei sondaggi poco esaltanti; l’unico a mettere pepe nella dinamica elettorale è stato Mélenchon al grido di «sarò primo ministro».

Diverse le strategie messe in campo dai partiti a livello territoriale: LFI (La France Insoumise), ad esempio, ha cercato di consolidare il suo insediamento nelle circoscrizioni che alle presidenziali hanno votato in massa per Melenchon, presentando candidati nella maggior parte delle circoscrizioni del Nord e a Parigi.

I Verdi hanno cercato invece di mettere a frutto i risultati delle elezioni municipali del 2020, investendo nelle grandi metropoli dove hanno un elettorato importante, come a Parigi, nel Rodano, in Isère e in Gironda. Più omogeneità, invece, per Ensemble nella divisione delle candidature, ad eccezione dell’Ile de France, dove il partito presidenziale si è accaparrato la maggior parte delle investiture. In particolare, a Parigi 16 dei 18 deputati in corsa per Ensemble appartengono a La Republique en marche.

Chi non risulterà eletto direttamente stasera con la maggioranza assoluta nel proprio seggio, per accedere al ballottaggio dovrà essere arrivato al secondo posto o aver superato il 12,5% dei voti degli elettori iscritti.

Primi commenti a caldo

La Nupes (25,2%) e la coalizione presidenziale (25,2%) pareggiano, secondo le prime stime. Secondo le valutazioni di Ipsos-Sopra Steria per France Télévisions, Radio France, France 24-RFI-MCD e LCP-National Assembly, la RN arriverebbe terza (18,9%), LR-UDI-DVD quarta (13,7%) e Reconquest! quinto (3,9%).

A pochi minuti dalla chiusura definitiva dei seggi la coalizione presidenziale sarebbe in testa secondo le prime proiezioni di seggi in Assemblea. La coalizione presidenziale (LRM, MoDem e Horizons) otterrebbe tra i 255 e i 295 seggi nell’emiciclo, secondo le prime stime di Ipsos-Sopra Steria per France Télévisions, Radio France, France24-RFI-MCD e LCP-Assemblea Nazionale. I Nupes otterrebbero tra 150 e 190 seggi.

Marine Le Pen sembra aver trovato rivali proprio nel suo collegio elettorale settentrionale di Henin-Beaumont, con il 54% dei voti al primo turno, anche se la bassa affluenza alle urne significa che dovrà confermare quella vittoria al secondo turno domenica prossima. Parlando poco dopo la chiusura delle urne, ha invitato gli elettori a garantire che “a Macron sia negata la maggioranza in parlamento”. Ha anche esortato i suoi sostenitori ad astenersi nel caso in cui i candidati di Macron affrontino l’alleanza di sinistra Nupes: “Domenica prossima è importante non lasciare a disposizione di Emmanuel Macron una maggioranza assoluta di cui abuserà”.

Jean-Luc Mélenchon afferma che “il partito presidenziale è battuto e sconfitto” e invita gli elettori di sinistra a “impegnarsi” al secondo turno: “Questa sera lancio un appello al popolo, saremo presenti in oltre 500 circoscrizioni nel secondo turno, riversatevi sulle urne domenica prossima con le vostre schede in mano”.

Clémentine Autain, invece, deputata del blocco di sinistra Nupes, ha rivendicato un enorme successo per il suo campo. “Alcuni mesi fa, la sinistra doveva essere morta e l’estrema destra sembrava essere alle porte del potere. Ora abbiamo ribaltato la situazione e superato il primo round”, ha detto quando sono arrivate le prime proiezioni. Ha aggiunto: “La vittoria è possibile”. Autain ha stimato che i Nupes avrebbero contestato circa 480 dei 577 seggi in palio domenica prossima.

Lapidario il risultato per Jean-Michel Blanquer ed Eric Zemmour, già fuori dai giochi al primo turno. Eric Zemmour, presidente del partito di estrema destra Reconquête!, è stato eliminato al primo turno delle elezioni legislative nel 4° distretto del Var. È arrivato terzo, con il 23,19% dei voti espressi, dietro alla deputata uscente (LRM), Sereine Mauborgne (28,51%) e al candidato del Raduno Nazionale, Philippe Lottiaux (24,74%). Secondo i dati completi della prefettura del Var, l’ex giornalista, quarto alle elezioni presidenziali con circa il 7% dei voti, è stato battuto per 801 voti dal candidato di RN.

Le prime proiezioni

Le prime proiezioni disponibili su Le Monde danno il testa a testa tra i raggruppamenti di Macron e Melanchon al 25,2%; RN al 18,9%, LR/UDI al 13,7% e R! al 4,1%. Per le tv francesi, invece, ci sarebbe già stato il sorpasso: la gauche unita Nupes avrebbe ottenuto il 26,20% dei voti contro il 25,80% della coalizione Ensemble! Diventerebbe così più difficile per il presidente conquistare la maggioranza assoluta di 289 seggi all’Assemblée Nationale.

Le prime proiezioni tradotte in seggi danno ancora a Macron la possibilità di mantenere la maggioranza assoluta, assegnando alla coalizione Ensemble! Un numero di seggi fra 270 e 310. Al gruppo di Nupes andrebbero 170-220 seggi. Tutto dipenderà dal numero di circoscrizioni in cui ci saranno duelli o triangolazioni con il Rassemblement National di Marine Le Pen (fra 15 e 30 seggi).

“Siamo di fronte a una confusione agli estremi senza precedenti”, dichiara a caldo Elisabeth Borne, Primo Ministro e capo della maggioranza presidenziale, prendendo di mira Nupes. “Mando i miei ringraziamenti repubblicani a tutti i candidati e a tutti gli attivisti che si sono impegnati durante questa campagna. Difendere i propri valori e le proprie idee, accettare il dibattito, confrontarsi con gli elettori, è mantenere viva la nostra democrazia”. Intervenendo poi sull’stensione: “Oggi più di un francese su due non è andato alle urne e nessuno può negarlo. Il nostro primo dovere collettivo è ridurre l’astensione”.

Con il procedere delle ore, le proiezioni di range sui seggi diventano 255-295 per Ensemble!, 150-190 per Nupes e 20-45 per il Rassemblement National cone Nupes al 25,6% e l’astensionismo al 52,8%.

I dati definitivi

Nella lunga notte elettorale francese, le percentuali stentano a diventare definitive. Tra Le Monde e il Ministero dell’Interno è gara all’ultimo decimale. Secondo i calcoli degli esperti del quotidiano francese, il Nupes va molto in vantaggio con il 26,10% contro il 25,81% di Insieme, mentre il sito del ministero dell’Interno dà Ensemble! leggermente in vantaggio con il 25,75% contro il 25,66% di Nupes. Perché questa differenza?

Ciò è dovuto all’etichettatura dei candidati, che potrebbe differire leggermente da quella del ministero. Le Monde, infatti, pone sotto l’etichetta Nupes alcuni candidati di sinistra provenienti dall’estero o dalla Corsica, il che non è il caso del ministero. Le Monde, ritenendo problematiche le scelte di Place Beauvau, ha proceduto alla propria classificazione. Infine, il Consiglio di Stato, ha ordinato al Ministero dell’Interno di “riconoscere il Nupes come unica sfumatura politica nella presentazione dei risultati che si faranno” durante i due turni delle elezioni legislative. Il ministero ha quindi dovuto ribattezzare urgentemente i candidati. Per la redazione di Le Monde era importante fornire ai lettori informazioni il più possibile dettagliate, aggiornate costantemente.

Nelle prime ore del mattino di lunedì 13, la quota di voti della coalizione Ensemble di Macron (25,75%) è stata quasi eguagliata da Nupes (25,66%), con appena 21.000 schede che separano i due: una forbice infinitesima foriera di caos e tensioni. Il raggruppamento politico del Presidente si conferma al 25,75% solo nella tarda mattinata .

Adesso in bilico c’è anche il destino dei 15 ministri candidati. Tutti hanno superato il primo turno, ma c’è chi è in grande difficoltà, a cominciare dal ministro per la Transizione ecologica e la coesione territoriale Amélie Montchalin, fulcro del governo. In bilico anche il ministro per gli Affari europei Clément Beaune a Parigi, dove Nupes ha ottenuto tre eletti al primo turno ed è primo in dodici delle diciotto circoscrizioni. Altri come Elisabeth Borne oi ministri Gabriel Attal e Olivier Véran, invece, sono sulla buona strada per vincere e mantenere così la loro posizione al governo.

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