Non si placano le proteste in Francia causate dal disegno di legge sulla riforma delle pensioni presentata dal dimissionario ministro Jean-Paul Delevoye e portata avanti negli ultimi giorni dal sostituto Laurent Pietraszewski. Nonostante l’avvicendamento a capo del ministero, la proposta di legge non ha subito alcuna alterazione, anche a causa dell’importanza che ricopre nei piani politici del primo ministro Edouard Philippe e del presidente Emmanuel Macron. La deriva quindi della possibilità di scendere ad accordi con l’Eliseo ha rianimato le proteste dei lavoratori ferroviari francesi che, nella giornata di sabato, hanno asserragliato nuovamente Parigi, con manifestazioni e scontri che hanno interessato la città.

Gli scontri con la polizia

Con i cortei che si sono mossi all’interno della città, il traffico cittadino e il regolare funzionamento dei mezzi pubblici sono stati sabotati per l’ennesimo week end, a quasi un mese dall’inizio degli scioperi. La presenza di “casseurs” all’interno della marcia di protesta ha provocato duri scontri con la polizia, che ha dovuto ricorrere ai gas lacrimogeni per disperdere la manifestazione. Negli scontri tra polizia e manifestanti non sono state segnalate persone ferite gravemente, né tra le fila delle forze armate né tra le fila dei partecipanti.

Il clima è stato reso particolarmente teso a causa dell’infiltrazione nella protesta di gruppi di gilet gialli che hanno provocato i disordini nella città, attraverso gli scontri con le forze dell’ordine e nel tentativo di costruire barricate difensive. Si sono segnalati inoltre danni ad una stazione di autobus nel centro di Parigi, vicino alla struttura del Centre Pompidou.

Nonostante la situazione sia rientrata nella giornata di domenica, gli scioperi hanno continuato ad interessare i trasporti parigini, che hanno visto la chiusura di 13 linee metropolitane cittadine. Sciopero quindi che ha interessato anche il folto numero di turisti presenti in Francia in questa conclusione dell’anno, con gravi danni all’indotto economico della capitale francese.

Proteste rinnovate per la giornata di lunedì

Gli organi di categoria hanno precisato come le proteste non si placheranno sin quando la proposta di legge non verrà completamente ritirata dal’esecutivo: soluzione che al momento non sembra nei piani del governo guidato da Philippe. La giornata di oggi interesserà nuovamente la capitale francese, con gli scioperi che colpiranno la metà dei treni ad alta velocità della Francia e immobilizzeranno due linee metropolitane di Parigi, arrecando danni alla popolazione ed alla circolazione.

Dopo non essere riuscito a giungere ad un accordo per Natale e archiviata l’idea della possibilità di veder chiuse le proteste per capodanno, il prossimo giro di boa è stata identificato nell’Epifania, con la chiusura del periodo di festività. Per non intaccare l’apparato economico francese del 2020, per l’Eliseo è particolarmente importante arrivare preparati a quella data, così da riprendere il regolare flusso dei trasporti. L’incognita riguarda però il modo in cui si giungerà all’accordo, in quanto entrambe le parti in causa sono inamovibili dalle proprie posizioni; con il popolo francese che nella giornata di oggi entrerà nel 26esimo giorno di proteste e non intravede ancora la fine dei disagi nei sistemi di trasporto nazionali.

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