Gli studenti si uniscono alla protesta dei gilet gialli. E forse questo è uno dei fenomeni più interessanti della proteste che stanno colpendo la Francia. Un fatto interessante, ma che per Emmanuel Macron può essere molto pericoloso. Perché i precedenti degli studenti che si uniscono alle proteste dei lavoratori, in Francia, non sono forieri di grandi momenti per i presidenti che sono al potere. E quando mancano poche ore alla grande manifestazione dell’8 dicembre, ora a Parigi e non solo iniziano a temere una mobilitazione senza precedenti. Tanto che il governo francese ha richiamato 65mila agenti di polizia per presidiare tutto il Paese: 8mila solo a Parigi.

E sono proprio gli studenti a poter diventare i protagonisti della ribellione contro Macron. I maggiori sindacati degli studenti pretendono che il governo faccia marcia indietro sulle riforme della scuola superiore. Gli studenti protestano in particolare contro la riforma dell’esame di maturità, dell’orientamento professionale, sulle condizioni di accesso all’università, e contro la soppressione di 2600 cattedre. A questo, si aggiunge anche l’annuncio dell’aumento delle tasse universitarie nel 2019, motivo per cui lo slogan delle proteste è diventato “Niente soldi niente studi”.

La situazione sta diventando sempre più critica. E le forze dell’ordine si ritrovano un quadro da stato pre-insurrezionale. Oggi, 146 persone sono state fermate dalla polizia dopo gli incidenti avvenuti davanti un liceo di Mantes-la-Jolie, nel dipartimento di Yvelines. Ieri, nella stessa area, erano state bruciate due auto e la polizia aveva dovuto caricare gli studenti scesi in strada. Nelle banlieues di Parigi, gli istituti superiori sono praticamente in stato di sollevazione. Molti occupati, decine quelli in uno stato di agitazione perenne. In provincia, molte scuole superiori sono scese in piazza e sono diventate teatri di incidenti e atti di violenza.

Come scrivevamo su questa testata, questa settimana nella sola regione di Parigi si sono sollevati 188 istituti superiori. A Seine-Saint-Denis, in diversi licei sono stati appiccati incendi fuori dagli edifici, a Digione e Lione ci sono stati scontri tra studenti e le forze dell’ordine. A Tolosa ci sono decine di licei occupati. Oggi, migliaia di liceali sono scesi in strada a Marsiglia e a Nizza. E domani è prevista una giornata di mobilitazione nazionale dove ci si aspettano nuovi atti di violenza.

Il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer, ha detto che gli appelli sul partecipare alle manifestazioni equivalgono a un “incitamento a correre un grave pericolo”. Intanto, l’Unione nazionale liceale ha invitato gli studenti a bloccare tutti i licei di Francia. Un appello che riceverà sicuramente molte adesioni e che mette Macron in una condizione di vero e proprio stato d’assedio. E quella di sabato sarà una vera e propria giornata campale.

Intanto, gli ultimi dati danno la popolarità di Macron in crollo verticale, mentre aumenta l’adesione della cittadinanza al movimento dei gilet gialli. Secondo l’ultimo sondaggio di YouGov, il presidente ha un indice di popolarità al 18%, un record negativo, il 76% dei francesi ha un giudizio “sfavorevole” sulla sua azione politica. E l’idea è che non possa fare nulla per migliorare la sua posizione. Il primo ministro, Edouard Philippe, è a quota 21%. Dall’altra parte, il 72% dei francesi sostiene il movimento dei gilet gialli, anche se le violenze dell’1 dicembre hanno inciso sull’adesione di molti cittadini, visto che la popolarità del movimento è calata di dieci punti percentuali dopo quanto avvenuto a Parigi. 

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