Nei giorni scorsi Ivanka Trump, la figlia del presidente degli Stati Uniti, è stata duramente presa di mira sui social per via della sua partecipazione al G20 di Osaka. Come riporta l’Adnkronos, la first daughter è apparsa in un video diventato presto virale che la mostra mentre cerca di inserirsi in una conversazione fra i leader mondiali e viene guardata con sufficienza dal direttore dell’Fmi Christine Lagarde e ora Presidente della Banca centrale europea. Quanto basta, insomma, per scatenare l’ironia degli utenti che su Twitter hanno lanciato l’hashtag #unwantedIvanka (Ivanka non è la benvenuta) corredato da fotomontaggi di Ivanka  alla conferenza di Yalta o altri grandi eventi del passato.

La cosa più grave è che il video è stato diffuso assieme ad altri filmati dal sito dell’Eliseo e un funzionario della presidenza francese, citato da Politico, ha cercato di minimizzare, dicendo che non avevano previsto l’effetto della diffusione di queste immagini.

Tutti contro Ivanka: “Barbie”

Il video ha fatto il giro del web e dei social e, oltre a una serie di divertenti fotomontaggi e “meme” che ritraggono Ivanka in vari contesti storici e non, sono piovuti anche anche una serie di insulti sessisti: “barbie”, “Imbarazzante”, e altri appellativi decisamente poco rispettosi, ma si sa, se parliamo della figlia di Donald Trump, tutto è concesso, anche da chi predica il politicamente corretto, soprattutto nei confronti delle donne. In una nota, l’Eliseo ha rimarcato il fatto che il governo francese pubblica spesso clip di questo tipo. “Non abbiamo previsto la reazione, e ancora una volta, non siamo responsabili per l’uso fatto del video”, ha ribadito il funzionario.

“Fa male alla nostra diplomazia”

La partecipazione di Ivanka al G20 – che ha partecipato a una sessione dedicata all’uguaglianza di genere in qualità di relatrice – è diventata un caso politico. Alexandria Ocasio-Cortez, la giovane deputata dei dem è passata all’attacco: “Per alcuni può essere scioccante, ma essere la figlia di qualcuno non è una qualifica per una carriera lavorativa. Fa male alla nostra diplomazia. Il presidente avrebbe dovuto portare con sé un diplomatico qualificato”. In realtà, anche se spesso ha accompagnato il padre in viaggi diplomatici ufficiali, Ivanka non era lì in qualità di “diplomatica” ma per per parlare di un tema che dovrebbe appassionare la Ocasio-Cortez come quello della parità di genere.”Ivanka è il principale rappresentante della Casa Bianca sui temi dell’emancipazione delle donne, che era il tema principale del summit di quest’anno a Osaka”, ha spiegato Jessica Ditto, vice direttore della comunicazione della Casa Bianca.

Tra i dem, c’è anche chi chiede addirittura chiede le dimissioni di Ivanka Trump. Come riporta Newsweek, Scott Dworkin, co-fondatore dell’alleanza democratica contro Trump (Democratic Coalition Against Trump) che chiede l’impeachment del Presidente, ha lanciato l’hashtag#IvankaResign, (Ivanka dimettiti). Chissà cosa sarebbe accaduto se al posto di Ivanka ci fosse stata Michelle Obama…

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