A Tijuana, città messicana della Bassa California situata alla frontiera con gli Stati Uniti e con la città di San Diego, è scontro tra polizia di frontiera statunitense e migranti. Centinaia di profughi provenienti dall’America Centrale, tra cui donne e bambini, hanno tentato di entrare illegalmente negli Usa: gli agenti hanno immediatamente reagito, sparando gas lacrimogeni. L’incidente si è verificato a San Ysidro Port of Entry, dove ogni giorno decine di migliaia di persone attraversano la frontiera fra Stati Uniti e Messico.

“Dopo essere stati bloccati prima di entrare a Port of Entry – spiega Kirstjen Nielsen, segretario della sicurezza interna dell’amministrazione Trump – alcuni di questi migranti hanno tentato di violare le infrastrutture di recinzione lungo il confine e tentando di ferire gli agenti di frontiera” ha spiegato. “Come ho sempre ribadito, non tollereremo questo tipo di illegalità e non esiteremo a chiuderemo i punti di ingresso per ragioni di pubblica sicurezza”.

Una protesta degenerata negli scontri

Come spiega Usa Today, sono migliaia i migranti che proprio a Tijuana attendono la possibilità di presentare domanda di asilo negli Stati Uniti. Un processo lungo ed estenuante, che può richiedere anche mesi. È per questo motivo che alcuni migranti hanno organizzato una serie di proteste al fine di chiedere ai funzionari degli Stati Uniti di dedicare più risorse a questo processo di presentazione e verifica delle domande di asilo.

Nella giornata di domenica, però, una di queste manifestazioni, inizialmente pacifica, è sfociata nel caos e nella violenza. Diverse centinata di migranti – circa 500, secondo le prime ricostruzioni – hanno prima attaccato gli ufficiali della polizia federale del Messico in tenuta antisommossa e poi hanno tentato di entrare illegalmente negli Stati Uniti, arrivando allo scontro. Solo a quel punto i funzionari della dogana e gli agenti di frontiera hanno reagito duramente, disperdendo i migranti con i gas lacrimogeni e chiudendo il traffico sia a sud che a nord di San Ysidro.

I tweet di Trump e le reazioni

Nella giornata di sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha osservato, tramite un tweet, che i migranti non sarebbero stati ammessi nel Paese “fino a quando le loro richieste non saranno approvate individualmente in tribunale”. Domenica il presidente è tornato sull’argomento, affermando: “Sarebbe molto intelligente se il Messico fermasse le carovane prima che arrivino al nostro confine meridionale”. 

In seguito all’incidente, il ministero dell’Interno messicano ha dichiarato che deporterà centinaia di migranti che hanno tentato di “violentemente” attraversare il confine. Il sindaco di Tijuana riferisce che sono stati arrestati 24 honduregni e 15 messicani. A fine giornata delle forze anti-sommossa messicane sono state dispiegate in alcuni punti strategici della città.

Secondo il New York Times, gli avvocati della National Lawyers Guild, un’organizzazione sostenuta dal finanziere George Soros, stanno aiutando i migranti delle carovane a presentare domanda di asilo negli Stati Uniti. 

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