Calano, per la prima volta in cinque anni, le esportazioni di Gazprom in Europa. Come riporta IlSole24Ore, il gas russo comincia a perdere terreno in Europa, ma la crescente disponibilità di Gnl sta facendo saturare il mercato. In molti casi il Gnl proviene dagli Stati Uniti, ma per gli americani si tratta di una vittoria di Pirro visto che proprio l’agguerrita concorrenza tra fornitori ha saturato il mercato, facendo crollare i prezzi ai minimi da un decennio, su livelli così bassi da compromettere i profitti degli operatori dello shale gas. Nonostante i profitti in cresciti, il colosso russo ha ammesso che nel 2019 – per la prima volta in cinque anni – l’ export verso Europa e Turchia registrerà un calo: la nuova previsione è di 192 miliardi di metri cubi venduti all’estero (esclusi i Paesi ex sovietici), il 4,9% in meno rispetto al record storico di 201,9 Bcm nel 2018.

In generale, secondo un comunicato diffuso dal colosso russo, le esportazioni di gas naturale di Gazprom verso i Paesi non aderenti alla Comunità degli Stati indipendenti (Csi) si sono attestate a 127,3 miliardi di metri cubi nei primi otto mesi di quest’anno, registrando un calo pari al 4,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018. “Le esportazioni nei primi otto mesi dell’anno si sono attestati a 127,3 miliardi di metri cubi di gas: si tratta di un calo pari al 4,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018”, si legge nel documento, in cui viene riportato anche un aumento delle esportazioni in Ungheria, Austria, Repubblica Ceca, Paesi Bassi e Slovacchia. La produzione di gas naturale da parte della compagnia energetica russa Gazprom si è attestata a 331 miliardi di metri cubi nei primi otto mesi di quest’anno, registrando un aumento pari all’1,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018.

John Bolton e Mike Pence contro Nord Stream 2

Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca John Bolton e il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence sono intervenuti, di recente, contro la realizzazione del gasdotto Nord Stream 2. “Gli Stati Uniti hanno espresso in più occasioni i loro dubbi in merito al progetto per la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, mettendo in guardia qualsiasi Paese contro i rischi associati ad un’eccessiva dipendenza da un singolo fornitore di energia” ha affermato John Bolton, nel quadro della sua visita ufficiale a Kiev, la scorsa settimana. “Essere eccessivamente dipendenti da un unico fornitore di energia mette a rischio l’indipendenza di un Paese”, ha detto il funzionario statunitense, sottolineando la necessità di massimizzare la diversificazione in questo ambito.

In visita a Varsavia, il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha criticato la Germania per la sua partecipazione al progetto, elogiando al contrario la Polonia per la sua contrarietà. Durante un incontro con il presidente polacco Andrzej Duda, riferisce il quotidiano tedesco Handelsblatt, Pence ha dichiarato che, “con il Nord Stream 2, la Germania sia consegnerebbe alla dipendenza dalla Russia in materia di energia”. Al contempo, Pence ha ringraziato Duda “per il suo impegno contro la dipendenza dell’Europa dalla Russia nelle questioni relative all’energia”. La Polonia è, infatti, tra gli Stati dell’Europa orientale contrari alla costruzione.

La costruzione del gasdotto Nord Stream 2 è iniziata in Germania nel maggio 2018. L’accordo sul finanziamento del progetto è stato firmato con Engie (Francia), Omv (Austria), Royal Dutch Shell (Regno Unito-Paesi Bassi), Uniper e Wintershall (Germania). Se completato, il gasdotto Nord Stream 2 fornirà circa 55 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno dalla Russia alla Germania passando sotto il Mar Baltico, aggirando i paesi di Visegrad (Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria-V4), gli Stati baltici e l’Ucraina, che dunque contestano il progetto.

Mosca guarda a Pechino. Anche sul gas

Anche sul fronte del gas naturale, Mosca guarda sempre più a Oriente. Il vicepremier cinese Han Zheng ha invitato la Cina e la Russia ad approfondire ulteriormente la cooperazione nell’area del gas naturale. Lo scrive l’agenzia ufficiale di stampa cinese Xinhua, precisando che Han ha fatto le sue osservazioni nel corso del suo incontro a Pechino con Alexei Miller, amministratore delegato di Gazprom. “La cooperazione energetica Cina-Russia ha mantenuto uno sviluppo di alto livello e raggiunto molti nuovi traguardi con l’attenzione e la spinta dei due capi di stato”, ha detto Han durante l’incontro. “Entrambe le parti dovrebbero prepararsi all’approvvigionamento futuro poiché il gasdotto della rotta est sarà completato e messo in funzione a dicembre”, ha aggiunto il vicepremier cinese.

Han ha inoltre sottolineato come le due parti dovrebbero promuovere ulteriormente una cooperazione approfondita in materia di gas basata sui principi di mutuo vantaggio e fattibilità commerciale, oltre a cercare maggiori risultati nella cooperazione globale pragmatica in campo energetico tra Cina e Russia. Miller da parte sua ha affermato che la gestione del gasdotto sulla rotta est sarà un importante risultato della cooperazione energetica Russia-Cina e Gazprom farà sforzi congiunti con la parte cinese per garantire un approvvigionamento regolare di gas.

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