Cédric Villani è un matematico francese di 43 anni. Esperto di equazioni differenziali e di fisica matematica, ha un look estroverso, “fatto di cravatte dandy- come si legge qui– e di panciotti con orologio nel taschino”. In più, “indossa sempre una spilla a forma di ragno sul bavero della giacca”.Cédric, del resto, è un appassionato di aracnidi. Sembrerebbe il personaggio di un romanzo di Daniel Pennac e invece, Cédric Villani,  è uno dei nomi che Emmanuel Macron ha deciso di inserire nelle liste di  ‘Republique En Marche!’ per le legislative dell’11 e 18 giugno prossimi. Sugli scranni dell’Assemblea Nazionale, insomma, potrebbe presto sedere un profilo del tutto particolare. Almeno insolito, tecnicamente un genio.Cédric Villani, infatti, ha studiato all’ École Normale Supérieure dal 1992 al 1996, ente per il quale poi divenne ricercatore. Ottenne, poi, il dottorato all’Università di Parigi Dauphine, nel 1998, sotto la guida di Pierre-Louis Lions, altro eminente studioso d’oltralpe. Diventato professore alla Normale Superiore di Lione nel 2000,  dal 2009 è il direttore dell’istituto Henri-Poincaré. Villani ha fatto un vero e proprio endorsement per Macron durante la campagna elettorale. La sua candidatura, dunque, era fortemente attesa, oltre che annunciata durante questi mesi.Il matematico, il genio, sarà candidato, quindi, nella quinta circoscrizione nell’Essonne, nella regione dell’Ile-de-France, così come scrive l’Huffington Post. La sua conquista più importante, però, non è certo attinente al campo della politica: nel 2010 vinse la medaglia Field, una sorta di Nobel per la matematica, premio assegnatogli per lo svolgimento dell’ equazione di Boltzmann e per la dimostrazione dello smorzamento non lineare di Landau . Da quel momento, com’è naturale che sia, si porta dietro la definizione di “genio”. Villani, come molti francesi, non è un macronista di vecchia data. Si è esposto nelle cose pubbliche solo un paio di volte: quando dichiarò di votare  per il centrista François Bayrou, anch’egli adesso macroniano di ferro e quando sostenne la candidatura della socialista Anne Hidalgo nel 2014, come sindaco di Parigi.L’endorsment ad Emmanuel Macron, invece, arrivò solo lo scorso marzo, quando il genio matematico dichiarò ad una radio francese, Rtl, che Macron “riesce ad attirare molti talenti che non si riconoscono nei partiti tradizionali”. Quelli come lui, in fin dei conti. Nel suo “Teorema vivente”, il libro in cui spiega i procedimenti mediante i quali è riuscito nell’impresa che poi gli è valsa la medaglia Field, viene fuori l’immagine di un uomo in grado di spiegare questioni apparentemente riservate a pochissimi, in modo talmente chiaro da consentire l’accesso a quei teoremi, più o meno, a tutti. Cédric è una delle ultime novità della politica francese, una delle tante che potremmo analizzare nei giorni a venire.

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