Potremmo definirla una sorta di guerra fredda in miniatura, incastonata all’interno di una guerra fredda ben più ampia. Mentre quest’ultima, a detta di numerosi analisti, si gioca sullo scacchiere globale mettendo di fronte Stati Uniti e Cina, l’altra chiama in causa i due attori più importanti dell’Europa, Francia e Germania, e riguarda le dinamiche inerenti al Vecchio Continente. L’Unione Europea è ormai un castello in fiamme, una trappola mortale che incenerisce all’istante chiunque cerchi di avventurarsi fra i suoi corridoi alla ricerca del potere. La Germania, fino a pochi anni fa considerata la locomotiva d’Europa, è con l’acqua alla gola, ammaccata da una crisi economica e da troppe contraddizioni politiche. Il declino di Angela Merkel prosegue di pari passo con la crisi di Berlino. Anzi, i due aspetti sono collegati perché il sistema tedesco ha iniziato ad andare in tilt non appena la cancelliera ha  spalancato le porte teutoniche ai migranti provenienti dal Medio Oriente. Da lì in poi, qualcosa si è definitivamente rotto tra gli alleati di governo. Le tre teste del cerbero Cdu-Csu-Spd hanno iniziato a mordersi l’un l’altra, mentre la Csu della Merkel ha perso la bussola, attraversata da pericolose correnti interne. A fare da sfondo alle vicende politiche citate troviamo la citata situazione economica ristagnante, con il modello tedesco (tutto austerity e risparmio) che non attecchisce più e la Deutsche Bank a un passo dal baratro. Morale della favola: la Germania non ha più le carte in regola per guidare la locomotiva. 

Merkel schiacciata da Macron

La Francia non se la passa certo meglio, tra le periferie del Paese che ribollono contro il governo e varie crisi sociali a livello locale. Eppure, Emmanuel Macron sembra avere più benzina di Angela Merkel e, con un bluff politico dietro l’altro, il capo dell’Eliseo è pronto a rubare lo scettro della cancelliera e diventare così l’unico leader europeo in pista. Il piano di Macron è subdolo ma efficace: il presidente francese lavora nell’ombra, le sue mani non si vedono ma i colpi bassi si sentono eccome. L’esempio più eclatante della strategia di Macron sta tutta nell’intervista rilasciata all’Economist lo scorso 7 novembre. In quell’occasione Macron parlò di “morte cerebrale della Nato”. A distanza di giorni si è scoperto il senso di tali affermazioni: colpire Angela Merkel.

L’isolamento della Germania

Non a caso, come sottolinea Italia Oggi, fonti diplomatiche hanno parlato di una Merkel adirata con Macron in occasione di una cena tenutasi a Bruxelles in occasione del 30esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. All’evento hanno partecipato vari capi di Stato, ma quello che conta è il duro faccia a faccia che Merkel avrebbe avuto con Macron. Stando alla solita fonte, la cancelliera avrebbe usato parole durissime all’indirizzo del suo interlocutore: “Capisco che tu desideri una politica dirompente. Ma sono stanca di raccogliere i pezzi. Ancora e ancora, devo incollare insieme i pezzi delle tazze che hai rotto, in modo che possiamo sederci e prendere una tazza di tè insieme”. L’obiettivo di Macron, secondo il New York Times, è duplice: superare la Nato con l’introduzione di un esercito europeo ma soprattutto unendo le armi atomiche francesi a quelle britanniche, così da costruire una “forza nucleare di dissuasione interamente Europea”. No, nell’Europa sognata da Macron non c’è posto per la Germania.

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