Tra Germania e Italia non corre spesso buon sangue. Anzi, è molto più facile che Angela Merkel e il uso governo attacchino Roma piuttosto che ricevere sostegno di fronte alle scelte anti-austerity italiane. Ma in questi giorni, quando tutti si aspettavano una reazione durissima da parte di Berlino riguardo alle scelte del governo giallo-verde sulla manovra economica, dalla Germania non sono arrivate parole di fuoco.

E gli europeisti di casa nostra, che speravano nella rigidità teutonica per fermare la deriva sul deficit proposta da Lega e Movimento Cinque Stelle, si sono dovuti ricredere. Niente assist dai tedeschi, che si sono trincerati in un silenzio quasi incredibile vista la storia recente delle bacchettate di Wolfgang Schäuble e compagnia.

Angela Merkel, interrogata sulla manovra economica italiana, si è svincolata. “Ho incontrato il premier Conte brevemente”, ha commentato la cancelliera tedesca, “mi ha illustrato le riforme, soprattutto quelle contro la corruzione, sulla trasparenza digitale e sulla pubblica amministrazione, che sono un esempio molto buono che punta nella giusta direzione e ho detto che è incoraggiante”. E  sul bilancio, la Merkel è stata molto chiara: “è con la Commissione Ue che l’Italia deve parlare”. Quasi a voler disinteressarsi del problema.

E in questi giorni, è arrivato un altro assist da parte dei tedeschi, questa volta dagli imprenditori. “Se l’Italia fa più debito non è un problema: l’importante è che la maggiore spesa pubblica punti a rilanciare la crescita”, ha scritto Marcel Fratzscher, direttore del think thank teutonico Diw, sulle colonne del Die Welt. E il titolo è di quelli eloquenti: “Lasst Italien Schulden machen!“, “Lasciate che l’Italia faccia debiti!”.

Come scritto sul Die Welt, paradossalmente gli imprenditori tedeschi sono stati tranquillizzati proprio dal declassamento da parte di Moody’s da Baa2 a Baa3. Innanzitutto perché molti temevano che il declassamento sarebbe stato peggiore. Ma soprattutto perché Moody’s ha definito “stabili” le prospettive economiche dell’Italia. Come scritto su Agenzia Nova, “Seppure possa sembrare paradossale, il declassamento di Moody’s è una notizia positiva per l’Italia e per le borse”, ha affermato Thomas Altmann del fondo di investimento tedesco Qc Partners.

Ma come mai la Germania è diventata così morbida in questi ultimi tempi? La questione è particolarmente complessa. Fondamentalmente, Roma e Berlino stanno combattendo una guerra costante su diversi fronti, a partire dal tema migranti. Ma Germania e Italia sono unite da molti interessi comuni in ambito economico e commerciale. Innanzitutto, è importante il fatto che siamo le due maggiori potenze esportatrici all’interno dell’Unione europea.

A differenza della Francia, che invece è in passivo da molti anni, le economie italiana e francese sono in attivo, specie nell’export con gli Stati Uniti. E questo fa sì che la Germania, se vuole contrastare la politica dei dazi di Donald Trump, ha bisogno dell’Italia, che con l’amministrazione americana ha un canale preferenziale. A questi interessi sui dazi, si aggiungono poi le relazioni economiche fra Italia e Germania. L’industria tedesca è legata a doppio filo a quella italiana: una crisi nel nostro Paese avrebbe influssi molto negativi sul commercio tedesco.

C’è poi un problema di natura politica, legato al futuro dell’Unione europea. Il governo italiano rappresenta una spina nel fianco all’interno dell’Ue. Ma la crisi politica della Grande Coalizione non permette più ad Angela Merkel di rappresentare la vera leader del Vecchio Continente. La locomotiva tedesca non è più galoppante come negli anni scorsi, come ricordato su questa testata. E questo doppio “attacco” economico e politico rischia di far tremare tutta la struttura costruita in questi anni di cancellierato da Frau Merkel. E la volontà di Emmanuel Macron di farsi spazio trasformando Parigi nel vero centro politico europeo non piace chiaramente a Berlino.

Interessi economici, politici e internazionali rendono quindi sempre più chiaro che l’Italia possa diventare, paradossalmente, un alleato della Germania. Un’eventualità che a molti appare impossibile. Ma da Berlino iniziano a parlare con molta cautela delle scelte di Roma. E questo è un segnale chiaro di come Angela Merkel consideri Giuseppe Conte e il governo giallo-verde una mina vagante.

Condannare l’economia italiana e le sue prospettive potrebbe creare un terremoto le cui onde sismiche si ripercuoterebbero anche s quella tedesca. E questo è un rischio troppo alto per la fragile coalizione di governo che guida (forse ancora per poco) la Germania. Specialmente con le elezioni europee alle porte.

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