La vittoria congressuale di Annegret Kramp Karrenbauer doveva essere una garanzia di continuità. Un argine a chi, in relazione al consumato congresso della Cdu, avrebbe voluto che il partito di Angela Merkel venisse traghettato sulle posizioni dei bavaresi della Csu. Quelle del ministro Seehofer e di Weber, per intenderci.

La donna che ha ereditato , per ora solo in relazione alla segreteria partitica, il patrimonio politico – elettorale della Bundeskanzlerin doveva tenere fede alla medianità coniugata in questo quindicennio al governo . E invece, abbastanza a sorpresa, la Karrenbauer sta posizionando se stessa e quello che rappresenta a livello politico sul lato destro della scacchiera.

C’è, nella Germania contemporanea, un bagliore di quello che in altre nazioni viene chiamato “populismo” o “sovranismo”. Alternative für Deutschland rimane poco più di uno spauracchio. A spaventare è soprattutto l’egemonia che la Csu rischia di esercitare nel lungo periodo sul centrodestra teutonico. Esistevano due strade per replicare all’avanzata degli alleati – rivali: spostarsi verso le istanze tanto riformistiche quanto “macroniane” sulla scia, magari, del trattato di Aquisgrana, o accelerare il passo verso destra.

La Karrenbauer non è disponibile a far sì che la Cdu aderisca al manifesto che Emmanuel Macron ha da poco presentato col fine di “riformare l’Europa”. E questo, come sottolineato pure su La Stampa, è un segnale abbastanza esplicativo.

Poi ci sarebbero la bioetica e quelli che Joseph Ratzinger chiamava “nuovi diritti”: il vertice della Cdu non è quella che in gergo si chiama un’aperturista. La legislazione teutonica ha da poco introdotto il concetto giuridico di “terzo sesso”: “Sono – ha detto la Karrenbaurer, riferendosi ai bagni per chi si identifica con il cosiddetto ‘gender x’ – per gli uomini che ancora non sanno se urinare in piedi o stando seduti”. A queste dichiarazioni è seguita, com’era pronosticabile, una bufera mediatica.

E ancora la gestione dei fenomeni migratori: un ambito dove la Karrenbauer ha tracciato un solco con le politiche dei governi presieduti da Merkel. Quanto propagandato dalla nuova leadership non dovrebbe suonare come nuovo. L’accoglienza dei migranti messa in campo nel 2015? Una “eccezione umanitaria”. A riportarlo, tra gli altri, anche la rivista Tempi. La Karrenbauer è per chiudere i rubinetti del sistema dell’accoglienza e per inasprire le leggi relative all’ingresso in Germania di migranti irregolari. Siamo, insomma, dalle parti del right wing populism,  comunemente detto “populismo di destra”.

Sullo sfondo ci sono le elezioni parlamentari europee. La Karrenbauer pare certa che per evitare ulteriori perdite di consensi, la Cdu debba abbandonare qualunque velleità liberale in politica interna. La Cdu non può permettersi di cedere ulteriore terreno alla Csu.

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