Uno è un australiano di 29 anni, finito in Corea del Nord per motivi di studio, l’altro, giapponese, è l’ex chef personale di Kim Jong Il, padre dell’attuale presidente nordcoreano Kim Jong Un; del primo non si hanno più notizie da lunedì scorso, mentre il cuoco è irraggiungibile addirittura dall’agosto 2018. Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, entrambi sarebbero stati arrestati e si troverebbero nel Regno Eremita in stato di fermo. La notizia è stata riportata da più testate, non solo dai media giapponesi e sudcoreani che in passato hanno dimostrato di affrontare questioni legate alla Corea del Nord con troppa leggerezza. Al momento non si hanno ulteriori informazioni a riguardo: non si conosce l’accusa né l’eventuale pena che dovranno scontare gli stranieri.

Lo studente australiano

Cerchiamo di ricostruire la vita dei due uomini arrestati in Corea del Nord partendo dal ragazzo. Dalle pagine del Sydney Morning Herald si apprende che il suo nome è Alek Sigley. Alek si trovava a Pyongyang per studiare letteratura coreana alla Kim Il Sung University, il principale centro accademico del Paese. L’australiano gestiva anche una compagnia turistica che organizzava viaggi a Pyongyang e dintorni, e aveva un account Twitter molto attivo nel pubblicare informazioni sulla Corea del Nord tramite immagini della propria vita quotidiana in loco. L’ultima foto ritrae Alek con la divisa della Nazionale di calcio nordcoreana, ma scorrendo indietro sulla timeline del social network si possono ancora leggere alcuni tweet. “Come residente straniero a lungo termine con visto per studenti – raccontava il ragazzo ai suoi follower – ho un accesso quasi senza precedenti a Pyongyang”. E ancora: “Sono libero di girovagare per la città senza bisogno di accompagnatori. Posso fare acquisti e cenare ovunque desideri”. Durante il suo soggiorno in Corea del Nord, l’anno scorso Alek aveva sposato una ragazza giapponese. Intanto i funzionari consolari dell’Australia stanno fornendo assistenza alla famiglia del giovane; il Dipartimento per gli Affari Esteri e il Commercio ha non ha tuttavia fornito ulteriori commenti in merito alla vicenda ma a causa degli obblighi sul rispetto della privacy.

Lo chef giapponese

Diverso, invece, il caso relativo all’altro straniero arrestato. Kenji Fujimoto è stato lo chef personale di Kim Jong Il dal 1988 al 2001, un arco di tempo piuttosto lungo nel quale l’uomo, di origine giapponese, ha vissuto a stretto contatto con i massimi vertici politici della Corea del Nord. Al termine del servizio ha poi scritto un libro in cui ha raccolto la sua esperienza al servizio del Presidente di uno dei Paesi più misteriosi e chiusi al mondo. Fujimoto era comunque rimasto in Nord Corea dove, dal 2012, gestiva un ristorante di sushi a Pyongyang, il Takahashi. Situato nel cuore della capitale e frequentato dalle élite nordcoreane, il locale offriva ai clienti una serie di piatti raffinati, fra anche menù dal costo di 150 dollari a persona. Il ristorante adesso, secondo la stampa giapponese, è chiuso e il suo proprietario risulterebbe irraggiungibile.

Legami commerciali e informazioni off limits

Analizzando i due casi è possibile fare alcune considerazioni. Alek Sigley potrebbe essere stato arrestato perché considerato una fonte d’informazione sulla Corea del Nord potenzialmente dannosa per il Paese. Le foto, i continui tweet in cui si vantava di avere libero accesso a ogni luogo, l’agenzia di viaggi, tutto questo potrebbe aver suscitato il sospetto del governo nordcoreano, che in passato ha dovuto gestire situazioni scottanti in cui erano coinvolte spie o informatori americani. Per quanto riguarda Fujimoto, secondo alcune fonti il giapponese sarebbe stato sospettato di condividere le sue profonde conoscenze sul Paese con la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti.

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