Negli ambienti della politica estera degli Stati Uniti la decisione dell’amministrazione Trump di abbandonare l’Afghanistan dopo 18 anni di guerra e di stringere accordi con i talebani sta suscitando le più disparate reazioni. Il Washington Post e Foreign Policy, che come di consueto danno ampio spazio alle voci critiche dell’amministrazione targata Donald Trump riportano l’opinione, senz’altro autorevole, dell’ambasciatore Ryan Crocker. Per gli Stati Uniti Crocker è stato ambasciatore in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Siria, Kuwait e Libano ed è sopravvissuto all’attentato contro l’ambasciata Usa a Beirut, nel 1983.

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Secondo il diplomatico, l’accordo del governo americano Usa con i talebani è un “tradimento” verso il governo afgano e lascerebbe l’Afghanistan nelle mani del gruppo islamista. “Finora il governo afgano non è nemmeno stato al tavolo delle trattative” ha spiegato Crocker in un’intervista rilasciata a Foreign Policy. “E questo è ovviamente il nucleo delle condizioni talebane. I talebani non riconoscono il governo. Non lo faranno. Quindi, qualunque sia la garanzia che pensiamo di avere, il risultato, temo, sarà tristemente diverso. Se ci ritiriamo, vedremo i talebani riprendersi il Paese”.

“I talebani si riprenderanno l’Afghanistan”

“Che cosa succederà alle donne afgane?” Osserva l’ambasciatore. “Quelle donne che abbiamo incoraggiato, quelle che, con grandissimi sforzi, siamo riusciti a riportare nelle scuole. Che ne sarà di loro?”. Secondo Crocker, infatti, se gli Usa si ritireranno dal Paese, i talebani avanzeranno ancora e prenderanno il controllo. “Come abbiamo visto nell’ultimo anno, i talebani stanno guadagnando terreno. Non sono il colosso che alcuni dicono, ma controllano sempre più territorio e il governo sempre meno”. Quindi, sottolinea, “pensare che si fermerebbero e rispetteranno la costituzione e cercheranno cambiamenti legali” è sciocco, e non succederà.

Per l’ambasciatore, i talebani non sono affatto cambiato rispetto al 2001. “Al tempo scelsero di affrontarci sul campo di battaglia piuttosto che abbandonare al-Qaeda. Qualcuno pensa davvero che i talebani saranno diversi questa volta?”. Se dobbiamo andarcene, ha sottolineato, “negoziamo qualcosa che sembra almeno un accordo politico piuttosto che una resa totale”. Quando ero in Afghanistan nel 2011-201, ha ricordato Ryan Crocker, “misi subito in chiaro che avrei incontrato i talebani solo su richiesta del governo afgano. Organizzammo un paio di incontri. Ma se il governo ufficiale non è al tavolo delle trattative, vuol dire che lo stai delegittimando”.

“Ma gli Stati Uniti non rendono l’Afghanistan più sicuro”

L’opinione di Ryan Crocker non è però l’unica da prendere in considerazione. Per Doug Bandow, senior fellow del Cato Institute e già collaboratore speciale in tema di politica estera del presidente Ronald Reagan, andarsene dall’Afghanistan è l’unica soluzione sensata. “Perché combattere guerre permanenti in Asia centrale? Anche se gli americani preferirebbero che l’Afghanistan diventasse una democrazia liberale che protegge i valori occidentali, è sempre stato governato in maniera diversa” scrive su the American Conservative, parlando della “guerra più lunga combattuta degli Stati Uniti nella sua storia”. L’impegno di Washington in termini di vite umane e ricchezza per una causa fallimentare, sottolinea, “non può essere infinito. Strategicamente, l’Afghanistan non ha importanza per gli americani”.

Secondo Anthony Cordesman, del Centro per gli studi strategici e internazionali, “i talebani ora controllano più territori del 2001”, quando gli Stati Uniti invasero il Paese. Secondo la Bbc, i talebani controllano attualmente il 70% dell’Afghanistan: circa 15 milioni di persone – metà della popolazione – vivono in aree controllate dai talebani o in cui essi sono presenti.

“Gli Usa hanno fallito”

Come spiega Stephen M. Walt su Foreign Policy, la guerra in Afghanistan è costata agli Stati Uniti più di un trilione di dollari, e costa ancora ai contribuenti americani circa 45 miliardi di dollari l’anno. Anche la produzione di oppio è al massimo storico, nonostante i miliardi di dollari che gli Usa hanno speso per vari piani di eradicazione. Il governo afgano rimane irrimediabilmente corrotto, diviso internamente e inefficace. Numerosi progetti di aiuto hanno terminato il budget o sono rimasti incompiuti, con ingenti somme che sono scomparse nel buco nero della corruzione afgana.

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Perché gli Stati Uniti hanno fallito? Secondo Walt, “soprattutto perché il compito che si erano prefissati era davvero difficile, e gli strumenti disponibili non erano appropriati. Sradicare i talebani dal potere era la parte facile, ma sostituirli con una moderna democrazia costituzionale in stile occidentale e una serie corrispondente di istituzioni politiche era un obiettivo fantasioso, specialmente in una società lontana che assomigliava poco o niente a quella degli Stati Uniti”.

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