Il Regno Unito potrebbe inviare la sua nuova portaerei al centro della crisi nordcoreana nonostante non si ancora distante dall’aver raggiunto la capacità “operativa”. Le previsioni che avevano fissato la data del primo impiego dopo il 2020 vengono smentite dal segretario della Difesa.

Nell’evenienza che un ennesimo possibile (quanto probabile) test missilistico della Corea del Nord provochi un’escalation che sfoci in un conflitto con Pyongyang, il governo britannico valuta la possibilità di impiegare anche la HMS Queen Elizabeth – portaerei nucleare varata lo scorso giugno – che secondo le stime sarebbe divenuta operativa non prima del 2020. La retorica bellicista di Donald Trump in risposta alle minacciose e continuate provocazioni del dittatore Kim Jong-Un stanno spingendo i funzionari dell’intelligence britannico a valutare ogni opzione: anche quella di un coinvolgimento militare con l’invio di una task force della Royal Navy che comprenderebbe la sua nuova ammiraglia, impegnata nei primi test d’alto mare proprio nell’Oceano Pacifico. All’indomani del varo il ministro degli Esteri Boris Johnson aveva annunciato che la nuova portaerei sarebbe stata inviata nel Pacifico, precisamente nel Mar Cinese meridionale, dove avrebbe condotto i primi test in alto mare che avrebbero previsto un tempo di due anni. Il gruppo imbarcato della Fleet Air Arm – l’aviazione di marina britannica – composto dall’809 e 820 NAS avrebbe dovuto iniziare i suoi test aerei sulla portaerei dopo questi 2 anni di prove in mare (2019); l’unità sarebbe dunque divenuta operativa come vettore aereo nel 2021

L’accellerazione dei test in caso di una guerra 

“Abbiamo molte navi da inviare nel caso di una guerra” ha affermato il segretario della Difesa, Sir M.Fallon – “I cacciatorpediniere Type 45 (come l’HMS Diamond), le fregate Type 23. Ma il nuovo vettore aereo britannico [la Queen Elizabeth] potrebbe essere messo in servizio prima del tempo se la necessità lo imporrà”.

 Questa dichiarazione, che implicitamente lascia pensare ad una netta accelerazione per rendere operativa la Queen Elizabeth, ha subito portato la memoria alle operazioni navali condotte dalla Royal Navy durante la guerra delle Falklands: quando la HMS Illustrious, nonostante lo sforzo di migliaia di uomini, non riuscì ad essere pronta prima della fine del conflitto (che durò pochi mesi). In quell’occasione la Gran Bretagna impiegò due portaerei ben rodate, inviando nell’Atlantico meridionale la HMS Invincible e la HMS Hermes, che trasportavano i caccia imbarcati Sea Harrier e gli elicotteri Wessex HU 5 e Sea King. Questa volta però le portaerei classe Invincible, varate tra il 1980 e il 1985 (Invincible, Illusrious e Ark Royal) sono state tutte dismesse e demolite – l’ultima nata, l’HMS Ark Royal, già nel 2013 –  dunque in quanto a vettori marittimi per il lancio di velivoli imbarcati non esiste alcun piano di contingenza.

“Nelle Falklands abbiamo dovuto reagire per proteggere il territori britannico: anche senza la HMS Illustrious” continua Fallon – “ In questo caso [Corea del Nord], il Regno Unito sarebbe invece parte di una coalizione globale, e valuteremo il tipo di sostegno che riusciremo a garantire”.

La HMS Queen Elizabeth

Her Majesty Ship’ –  prefisso che anticipa il nome di ogni nave da guerra inglese – Queen Elizabeth è una portaerei dell’omonima classe 

di 65.000 tonnellate di dislocamento, lunga 280 metri per una larghezza massima di 39 metri. Spinta da una coppia di motori Rolls-Royce Marine 36MW MT30 con turbine a gas, può raggiungere una velocità di 25 nodi con un range di 10.000 miglia nautiche. Provvista di un ponte di volo dotato di sky-jump, è destinata a divenire il principale vettore della Royal Navy trasportando nei suoi hangar a tre piani 36 caccia multiruolo di 5ª generazione F-35 B (versione STOVL) del 809 Naval Air Squadron (NAS) e un pari numero di elicotteri multiruolo Agusta Westland Merlin Mk2 e Mk3 (la versione britannica dell’EH101) del 820 Naval Air Squadron per la guerra sottomarina. Sarà capace di accogliere elicotteri da combattimento AH-64 ‘Apache’ ed elicotteri pesanti da trasporto CH-47 ‘Chinook’.

Varata il 26 giugno 2017, dopo otto anni di lavori nei cantieri di Rosyth, prevede un equipaggio di 1000 uomini tra marinai oltre al personale del gruppo aereo imbarcato. Secondo quanto riportato dal suo comandante, il commodoro Jerry Kyd, essa va considerata come  “Un’unità di deterrenza e coercizione – nonché un chiaro segnale politico – oltre che enorme e fondamentale base marina”.  

I sistemi d’arma che proteggeranno la Queen Elizabeth

La difesa per della Queen Elizabeth per le minacce ‘ravvicinate’ è affidata principalmente alla piattaforma antimissile navale Phalanxclose-in weapon system, basata su mitragliatrici a canne rotanti radar-controllate Gatling da 20 mm con una cadenza di tiro di 3.000 colpi al minuto. I sistemi missilistici Sea Dart: Surface-to-air/surface-to-surface missile capaci di raggiungere la velocità supersonica mach 2.5 per abbattere jet ed elicotteri, e il PAAMS, Principal Anti Air Missile System, designato dalla marina britannica come ‘Sea Viper’: capace di scongiurare minacce come missili da crociera che si trovano a basse altitudini o di scongiurare attacchi a ‘saturazione’.

Gli F-35 destinati alla Queen Elizabeth

I Joint Strike Figther  – caccia multiruolo di 5ª generazione ad ala trapezoidale con capacità stealth – che sono destinati alla Queen Elizabeth saranno nella configurati nella variante ‘B’: quella sviluppata per il decollo STOVL – short takeoff/vertical landing.

 L’F-35B ha raggiunto la capacità operativa nel luglio del 2015 e il Corpo dei marines degli Stati Uniti che ne ha schierata un squadriglia a Iwakuni, in Giappone, e lo ha già impiegato in diverse esercitazioni dimostrative nello spazio aereo al confine con la Corea del Nord.

La variante STOVL dispone di una capacità di carburante inferiore a quella dell’F-35A, è armato con un GAU/22A da 25 mm con 220 colpi in un pod esterno, due missili air-to-air alloggiati internamente e 7.500 chilogrammi di capacità per munizionamento GBU e JDAM da trasportare su 6 piloni subalari. I primi F-35B del Regno Unito sono stati consegnati dalla produttrice    Lockheed Martin a 17° Squadron della RAF 17 senza raggiungere la capacità operativa. Quelli destinati alla portaerei voleranno nel 820 Naval Air Squadron (NAS), precedentemente imbarcato sulle portaerei classe Invincible con il caccia a decollo STOVL Sea Harrier in tutte le sue versioni.

Una porterei senza aerei 

Per quanto un’unità dalle poderose e futuristiche capacità come la Queen Elizabeth possa portare un enorme apporto logistico in qualunque teatro di crisi a qualunque genere di operazione militare, che sia anfibia o di appoggio, una portaerei resta pur sempre una portaerei; e priva di essi non è che una grande mastodontica e vulnerabile nave piatta.

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