La Russia non dimentica la Grecia. E la Grecia non dimentica la Russia. Sembra essere questo il significato profondo del viaggio del leader dell’opposizione greca, Kyriakos Mitsotakis, a Mosca. Un viaggio non troppo pubblicizzato ma che rappresenta un segnale chiarissimo: il capo di Nuova Democrazia non ha dimenticato lo storico rapporto che lega Atene e Mosca. Un rapporto solido, fondato su diverse basi, e che da sempre rappresenta una chiave per comprendere la politica del Bosforo.

Ma è un rapporto che negli ultimi anni sembra essersi incrinato. E il governo di Alexis Tsipras è apparso sempre meno desideroso di mantenere quel vincolo storico, culturale e politico fra Grecia e Russia. La forte penetrazione cinese, i diktat di Bruxelles e l’appartenenza sempre più stretta al blocco della Nato, hanno reso sempre meno facile mantenere solidi rapporti con il Cremlino. E due episodi hanno mostrato la decadenza di questa relazione: l’espulsione dei diplomatici russi da Atene e l’accordo con la Macedonia per il nome. Accordo che ha sancito l’inserimento di Skopje nel blocco Nato.

Ma l’incrinatura di questi rapporti non piace né al Cremlino né all’opposizione di centrodestra. Così, Mitsotakis, dopo aver incontrato Angela Merkel nella sua visita ad Atene, ha deciso di continuare la sua personale diplomazia parallela andando direttamente nella Federazione russa. Un viaggio già effettuato nel 2016, quando il leader di Nd incontrò direttamente Vladimir Putin.

Incontri di altissimo profilo, quelli del capo del centrodestra greco, e che si prepara a conquistare il “trono” di Atene. Fra questi, quello con il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov.

E durante l’incontro con il capo della diplomazia russa, il messaggio che è arrivato dal capo di Nuova Democrazia è stato per una decisa riapertura del dialogo con Mosca. Come riferito dal quotidiano greco Ekathimerini, l’incontro è servito per ribadire che la Russia può fare affidamento sulla Grecia come partner affidabile. Mitsotakis ha poi voluto aggiungere che, in caso di vittoria alle elezioni, il suo partito lavorerà per migliorare e rafforzare i legami bilaterali tra i due Paesi. E pur ribadendo che la Grecia “è una parte inalienabile del sistema occidentale di sicurezza e valori”, ha anche affermato che ciò “non significa che non possa migliorare le relazioni bilaterali con la Russia”.

Parole importanti seguite poi dall’incontro con il premier Dmitrij Medvedev e il presidente della Duma di Stato, Vjacheslav Volodin. Quest’ultimo ha affermato che “è difficile trovare un altro Paese con relazioni così lunghe e profonde con la Russia come la Grecia”. Un’apertura molto netta che arriva nello stesso giorno in cui Mitsotakis ha incontrato una delegazione di imprenditori russi per sostenere gli investimenti in Grecia, in cui ha detto: “Penso che partendo dalla solida base di legami che abbiamo da anni, saremo in grado di intraprendere azioni mirate per ottenere risultati positivi multipli a vantaggio reciproco”. Vantaggi soprattutto nel settore immobiliare e agricolo, in cui i russi sembrano essere particolarmente interessati.

E proprio mentre Mitsotakis incontrava gli imprenditori russi, da parte degli Stati Uniti arrivava una grossa e non casuale apertura di credito nei confronti dell’economia greca. Il vice assistente del segretario di Stato per gli Affari europei ed eurasiatici, Matthew Palmer, ha tenuto una conferenza stampa ad Atene in cui ha dichiarato che, dopo l’accordo con la Macedonia, la Grecia è diventata la migliore meta per gli investimenti nei Balcani. Ed è decisamente significativo il fatto che Washington abbia considerato l’accordo con la Macedonia come l’anticamera per maggiori investimenti nel Paese. Un vero e proprio do ut des per Atene.

Un accordo, quello fra usa e Grecia, ribadito anche da un recente incontro fra il vice ministro degli Esteri greco Markos Bolaris e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Grecia, Geoffrey Pyatt. L’incontro, avvenuto il 21 febbraio al ministero greco, sembra si sia svolto anche per parlare del rafforzamento dei legami culturali con Italia, Egitto, Turchia e Israele. Pyatt ha anche fatto presente l’assoluto interesse e sostegno del governo americano per il recente viaggio di Tsipras ad Ankara e Istanbul, ribadendo la volontà di Washington di sostenere l’equilibrio nell’Egeo. Per gli Stati Uniti è fondamentale avere l’Egeo e il Bosforo sotto il pieno controllo dell’Alleanza atlantica. E per questo, non può che fare affidamento sul pieno allineamento della Grecia al blocco occidentale.

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