Hezbollah e le forze governative cacciano Al-Qaida dal Libano. Nei giorni scorsi, l’organizzazione paramilitare del leader Hassan Nasrallah ha accerchiato gli islamisti ad Arsal, villaggio situato in territorio libanese, al confine con la Siria, sulle pendici della catena montuosa dell’Anti-Libano e a 124 chilometri dalla capitale Beirut. Qui si erano insediati, dal 2014, i terroristi di Jabhat Fatah al-Sham, ex Jabhat al-Nusra, la diramazione siriana di Al-Qaida. Per Hezbollah si tratta di una vittoria strategica molto importante: la cittadina a maggioranza sunnita, infatti, ha rappresentato in questi anni la base per le formazioni islamiste impegnate nei combattimenti in Siria e una via di transito altrettanto importante per il rifornimento di armamenti. A seguito dell’offensiva libanese, i terroristi sono stati costretti ad arrendersi nei giorni scorsi, come testimoniato dalle immagini diffuse dall’agenzia stampa officiale di Hezbollah.

Sulle montagne al confine tra Libano e Siria

Il corrispondente di Russia Today Eisa Ali è riuscito a visitare le grotte di Arsal, rifugio sicuro per gli islamisti prima dell’avanzata del Partito di Dio. «All’interno della grotta facciamo una scoperta sconvolgente – afferma Ali – e troviamo quelle che sembrano essere delle prigioni». Una volta giunto dentro le caverne, il giornalista sottolinea che «non è chiaro il motivo per cui Al-Nusra abbia avuto bisogno di prigioni in questa zona così isolata. Probabilmente servivano per i disertori, ed evitare che i combattenti fuggissero nel bel mezzo della notte». Dentro le grotte, che fino a pochi giorni fa erano controllate dai terroristi, si trova di tutto: razzi, lanciamissili, cannoni anticarro e ogni sorta di artiglieria. «C’è anche una stanza dove venivano redatti i piani di battaglia e i combattenti ricevevano istruzioni. Qui prendevano posto e ascoltavano i loro comandati» – ha spiegato il reporter.

Ora la battaglia si sposta nella cittadina cristiana

La vittoria contro i terroristi su questo fronte caldo è frutto della strategia messa in campo da Hezbollah e dall’esercito governativo libanese. Il bilancio dell’offensiva guidata dalle forze di Nasrallah è di 90 miliziani di Al-Nusra uccisi e di una superficie liberata dai terroristi pari a circa 100 chilometri quadrati, corrispondente ad Arsal e alle zone montuose limitrofe. Dalla battaglia consumata nel villaggio libanese altri 200 terroristi sono fuggiti, dal Paese dei Cedri verso la Siria. «90 miliziani di al-Nusra sono stati uccisi in battaglia, mentre quelli che sono sopravvissuti sono fuggiti a Idlib, dove proseguono gli scontri con i diversi gruppi ribelli» – sottolinea Ali. I morti tra le file di Hezbollah, invece, sarebbero circa una ventina.

Per quanto concerne la popolazione civile, un centinaio di famiglie in fuga sono state accolte dall’esercito libanese e dalla Croce Rossa in campi profughi allestiti fuori dalla città. Riconquistata Arsal, ora l’attenzione si sposta verso la vicina cittadina cristiana di Ras Ba’albak, dove si annidano i terroristi dello Stato Islamico (Daesh/Isis). In quest’area, dal 2014, Hezbollah e l’esercito libanese proteggono i cristiani presenti dalla violenza dei miliziani del Califfato e dalla violenza dell’estremismo islamico. Ora è tempo dell’offensiva finale.

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