Le scosse continuano a scuotere l’Albania, un paese da sempre attraversato da ben altri tremori di natura politica e sociale, mentre intanto dal resto dei Balcani arrivano dei segnali non certo scontati vista la storia recente della regione. Paesi da sempre in contrasto tra loro, hanno offerto la propria solidarietà ed il proprio sostegno a Tirana e questo già poche ore dopo il sisma che lo scorso 26 novembre ha provocato morte e distruzione nella regione di Durazzo.

Il sostegno non scontato dei Paesi vicini

Il terremoto in Albania sta assumendo, come del resto prevedibile, connotati politici e sociali molto importanti a livello interno. La tragedia ha colpito un po’ tutti, direttamente e non: basti pensare, ad esempio, che tra le vittime c’è la fidanzata del premier Edi Rama, giovane di appena 24 anni rimasta uccisa assieme a tutta la sua famiglia nel crollo di un palazzo. Ma anche a livello regionale, il terremoto è stato sentito e non solo con riferimento ai tremori che hanno interessato tutto l’Adriatico e l’intera penisola balcanica. Quando ancora non c’era contezza sull’accaduto, da Atene e da Roma si iniziavano a predisporre i primi piani di aiuto alle popolazioni colpite in Albania. Nella mattinata di martedì erano presenti già squadre di soccorso greche, nel pomeriggio sono arrivati i Vigili del Fuoco dall’Italia ed altro personale specializzato inviato dal nostro paese.

Ma se l’aiuto di Italia e Grecia era in qualche modo aspettato, anche perché si tratta dei due paesi europei che hanno maggior esperienza nell’affrontare i terremoti, non erano certo scontati i messaggi di sostegno e le offerte di aiuto da parte di altri paesi vicini. A partire dalla Serbia: Belgrado, che con Tirana ha non poche frizioni per via della questione legata al Kosovo, ha espresso propria vicinanza all’Albania ed al popolo albanese, con il presidente Vucic che ha offerto le condoglianze al governo di Rama. Anche la Macedonia del Nord, paese contrassegnato dalle tensioni con la minoranza albanese al proprio interno (con rapporti spesso ai ferri corti i rapporti con Tirana), ha offerto la propria collaborazione. Squadre sono arrivate a Durazzo anche dalla Bosnia, dalla Croazia e dalla Slovenia. È tutta la penisola balcanica, solitamente colma di tensioni, ad essersi unita nel dolore causato dal sisma in Albania.

Il significato del terremoto in Albania

Come detto, a livello interno l’Albania è apparsa inevitabilmente segnata dal sisma. La violenza è stata molto forte, al pari della paura da parte di una popolazione che sta vivendo ore drammatiche contrassegnate dal senso di vulnerabilità suscitato da ogni terremoto. La proclamazione del lutto nazionale ha unito l’intero paese proprio in un momento in cui invece, al contrario, l’Albania stava vivendo non poche frizioni sociali e politiche.

Le proteste contro il premier Rama, violente in certi casi a Tirana, l’annullamento delle elezioni amministrative dello scorso anno decretato dal presidente Meta, che ha innescato polemiche ed una richiesta di impeachement, sono soltanto alcuni degli ultimi episodi che ben possono evidenziare il clima teso dei mesi scorsi. La scossa ha fatto vibrare il territorio albanese ed ha toccato gli animi degli albanesi e, forse per questo, è riuscita in questi giorni a far unire un intero paese. Chissà se, anche nel lungo termine, il clima di unità attuale potrà essere o meno mantenuto.

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