Nella strategia della Russia per l’acquisizione di spazi di manovra all’interno della regione Medio Oriente e Nord Africa un ruolo di importanza pivotale è giocato dall’Arabia Saudita. La cooperazione tra le due potenze energetiche è fondamentale ai fini della stabilità e della parsimonia nel mercato mondiale del petrolio, ma sono molteplici e variegati i settori in cui l’approfondimento del dialogo e l’espansione del coordinamento potrebbero produrre risultati consistenti per entrambe le parti: antiterrorismo, sicurezza regionale, commercio, investimenti, religione.

Il 2020 è stato il banco di prova del duo. Alle incomprensioni sul taglio della produzione, sfociate in una guerra al barile nel mese di marzo, hanno fatto seguito un nuovo accordo per la stabilizzazione del mercato e una maggiore collaborazione in campo sanitario, due eventi che hanno permesso di concludere l’anno all’insegna della ritrovata armonia e del dialogo potenziato. Il 2021, alla luce degli sviluppi degli ultimi mesi, potrebbe rivelarsi l’anno della fioritura definitiva dell’asse russo-saudita.

Le diplomazie al lavoro per un accordo promettente

Nella giornata del 19 dicembre, presso il lussuoso hotel Ritz-Carlton di Riad, ha avuto luogo una riunione preparatoria della Commissione Intergovernativa Russo-Saudita per il commercio e la cooperazione tecnica, scientifica ed economica. Il vertice è stato co-presieduto da Abdulaziz Bin Salman, principe e ministro dell’energia dell’Arabia Saudita, e Alexander Novak, ex titolare degli affari energetici del Cremlino che da novembre è divenuto vice-primo ministro

L’incontro è stato il momento ideale per discutere di come prosegue il coordinamento nel campo petrolifero e delle opportunità di cooperazione offerte dal ritrovato dialogo. La cordialità è il sentimento che ha contornato l’intero evento, dall’inizio alla fine dei lavori, che si è concluso con un’importante anticipazione al pubblico: nel 2021 verrà siglato un accordo-quadro di collaborazione multisettoriale.

Novak, ai margini del vertice, ha dichiarato che le parti hanno iniziato a formulare una “tabella di marcia per migliorare la cooperazione economica e nel commercio”. L’obiettivo è di finalizzare l’elaborazione del documento a breve, perché i due governi “hanno concordato di firmarlo nella prima metà del prossimo anno”.

Il contenuto dell’accordo

Nel 2020, ha evidenziato Novak durante il vertice di Riad, “il commercio [tra i due paesi] è cresciuto di quasi il 60% in comparazione all’anno scorso”, e la tabella di marcia che verrà adottata il prossimo anno, a meno di imprevisti, servirà lo scopo di incrementare ulteriormente il volume dell’interscambio. La collaborazione, però, non si esaurirà nell’aumento dell’import-export.

Il principe saudita, infatti, ha preannunciato che la tabella di marcia – che guiderà le azioni dei due governi fino al 2023 – verrà formulata in maniera tale da soddisfare un duplice obiettivo: il consolidamento del dialogo nei settori attualmente toccati dalla cooperazione bilaterale e l’espansione delle iniziative congiunte in nuove aree, come, ad esempio, “finanza e bancario, infrastrutture e sviluppo urbano, economia digitale e città intelligenti, trasporti e logistica, piccole e medie imprese, sport”. Altri campi che potrebbero rientrare nel quadro del piano di collaborazione biennale sono gli investimenti, la produzione congiunta di beni di alta tecnologia, lo spazio, le telecomunicazioni, l’istruzione e la cultura.

I due ministri hanno concordato di triplicare il numero dei progetti condotti unitamente – durante l’incontro sono state studiate almeno 72 iniziative da implementare – e di presentare, e possibilmente firmare, la tabella di marcia il prossimo marzo, mese in cui dovrebbe avere luogo il prossimo incontro della Commissione intergovernativa.

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