Il Sudafrica volta le spalle agli Stati Uniti e sceglie la Cina. Le ultime parole del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa sono un palese endorsement nei confronti di Pechino e, allo stesso tempo, un chiaro avvertimento a Washington. Ramaphosa non ha usato mezzi termini quando pochi giorni fa ha accusato il governo americano di essere geloso dell’elevato livello tecnologico raggiunto dalla Cina, e che sarebbe proprio questa gelosia la causa principale della guerra dei dazi attualmente in corso tra le due superpotenze. La spiegazione è alquanto semplicistica, perché sappiamo che dietro alle tariffe di Trump c’è molto altro che non un banale sentimento di gelosia. In ogni caso, l’uscita di Ramaphosa è interessante per un altro motivo, non tanto per la sballata analisi sulla Trade War; le parole del presidente potrebbero infatti essere il segno di un importante cambio di rotta del Sudafrica in campo internazionale.

“Gli Stati Uniti sono gelosi dei successi di Pechino”

“Gli Stati Uniti – ha detto Ramaphosa nel discorso di apertura di una conferenza sulle nuove tecnologie – non sono stati capaci di immaginare un futuro migliore in grado di superare la tecnologia del 4G. Non sono stati capaci di pensare cosa avrebbe potuto offrire il 5G. Ora sono chiaramente gelosi di Huawei, un’azienda cinese che invece ci è riuscita e li ha superati. Proprio per questo, ora, stanno punendo questa azienda”. Il presidente del Sudafrica, dopo aver già espresso il sostegno a Huawei direttamente a Xi Jinping in occasione dell’ultimo G20, ha insomma fatto pubblicamente capire da che parte sta il Sudafrica.

Gli affari di Huawei in Sudafrica

Dietro la scelta di Ramaphosa ci sono precisi interessi economici. La posizione del Sudafrica segue le esigenze delle quattro più importanti compagnie di telecomunicazione operanti nel Paese. Cell C, Mtn, Vodacom e Telkom si erano rivolte a Ramaphosa lo scorso 7 giugno, chiedendo aiuto al presidente per affrontare nel migliore dei modi le ripercussioni economiche dell’ordine esecutivo firmato da Trump contro Huawei. L’ingresso dell’azienda cinese nella lista nera americana non solo avrebbe provocato di lì a poco una debacle per Huawei, ma anche per gli sforzi delle compagnie di telecomunicazione sudafricane, pronte a implementare in Sudafrica una rete 5G con il supporto del Dragone. Investimenti in fumo, soldi buttati, un futuro mediocre.

La Cina guadagna un nuovo alleato

Huawei ha basi ben solide in Sudafrica e da questi parti nessuno si è allarmato quando gli Stati Uniti dichiararono che la Cina stava utilizzando il colosso di Shenzen per spiare persone e governi. L’azienda cinese produce apparecchiature che in breve sono diventate parte integrante delle attività di tutte e quattro le compagnie di telecomunicazione sudafricane. “Noi – ha proseguito Ramaphosa – vogliamo il 5G e sappiamo che potremmo ottenerlo”. Resta da capire come gli Stati Uniti si comporteranno di fronte alla scelta del Sudafrica di appoggiare la Cina. Nel 2018 Washington è stato il terzo partner commerciale di Pretoria con scambi bilaterali dal valore di quasi 14 miliardi di dollari; le importazioni americane dal sudafrica, inoltre, includono metalli preziosi, acciaio, alluminio, ma anche pezzi di ricambio per automobili e agrumi. Ora che la Cina ha attratto il governo di Ramaphosa, gli statunitensi rischiano di perdere uno dei loro alleati più stabili dell’intero Continente Nero.

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