I rapporti tra Serbia e Croazia rischiano di subire una nuova pesante battuta d’arresto, dopo che mercoledì 18 aprile, una delegazione del parlamento di Zagabria ha interrotto una sua visita ufficiale a Belgrado, dopo che un deputato ultranazionalista serbo ha insultato i parlamentari croati, e tentato di strappare una bandiera croata. 

Reuters ha raccontato che, durante l’incontro con i parlamentari croati, il leader del partito radicale serbo (SRSVojislav Seselj, ha afferrato una bandiera della repubblica croata in una sala antistante alla camera del parlamento serbo, l’ha gettata per terra e ha cominciato a calpestarla e stracciarla mentre invocava insulti nei confronti della delegazione di Zagabria, mentre il vice di Seselj si è aggiunto al suo capo partito nell’azione di vilipendio. Balkan Insight riporta alcune dichiarazioni di Seselj, che ha anche gridato “Ustasha“, con riferimento ai movimenti fascisti croati.

I parlamentari croati, capeggiati da Gordan Jandrokovic, il presidente del parlamento di Zagabria, hanno assistito alla scena impassibili. “A causa di questo atto che ha gravemente danneggiato la dignità della Repubblica di Croazia …abbiamo terminato la visita”, ha detto il parlamento croato in una dichiarazione. Il viaggio di due giorni avrebbe dovuto concludersi giovedì.

I principali funzionari serbi, incluso il primo ministro Ana Brnabic e la speaker del parlamento Maja Gojkovic hanno condannato l’incidente:”La mancanza di rispetto dei simboli di Stato della Croazia…è inammissibile e rappresenta anche un insulto per la nazione serba“, ha detto la Gojkovic, che in passato aveva militato nel SRS.

Seselj, un ex marxista, fondò il SRS all’inizio degli anni ’90 e fu vice primo ministro sotto Slobodan Milosevic durante le guerre balcaniche in cui morirono oltre 100.000 persone.

Il Dispositivo per i crimini di guerra delle Nazioni Unite per la ex Jugoslavia (MICT), che ha sostituito il Tribunale penale speciale per la ex Jugoslavia, i cui lavori si sono conclusi lo scorso novembre, lo scorso 11 aprile ha annullato la precedente assoluzione di Seselj con l’accusa di persecuzione e atti disumani per aver fomentato violenze durante la guerra, condannando lo stesso a 10 anni di carcere.

In base alla legge vigente in Serbia, il mandato di un parlamentare cui sia attribuita una condanna penale superiore ai sei mesi è obbligato a rinunciare al suo mandato, ma lo stesso rappresentante dei radicali ha fatto sapere che non ha intenzione di dimettersi.

Il bersaglio degli attacchi di Seselj erano stati i croati della minoranza etnica che vive nella regione della Vojvodina, sui quali i lavori interparlamentari dei due Paesi si sono concentrati, al fine di garantire una maggiore sicurezza, nonché la possibilità per tale minoranza di esprimere dei rappresentanti all’interno del parlamento serbo.

Proprio la scorsa settimana, infatti, il governo della Croazia e il Consiglio Nazionale della Croazia (HNV) in Serbia hanno firmato un accordo nella città serba di Sremska Mitrovica per la fondazione di un centro di cultura croato nella Vojvodina. L’accordo prevede l’acquisto di terre nella città di Subotica, grazie alle donazioni percepite da Hrvatska Rijech, un editore croato interessato alla diffusione della cultura dei croati di Vojvodina. 

Il tutto si colloca in una fase particolare delle vicende legate alla guerra di Jugoslavia. Nella giornata di lunedì 23 aprile, infatti, il MICT ha iniziato i colloqui per il processo di appello rispetto alla sentenza di Radovan Karadzic, accusato di aver condotto una pulizia etnica a danno dei musulmani di Bosnia, con il suo culmine nel massacro di Srebrenica nel 1995, e per l’assedio di Sarajevo, durato circa tre anni, e che ha portato alla morte di 10mila civili.

Karadzic ed il suo avvocato hanno appellato la sentenza del 2016 come “politica”. I procuratori hanno sostenuto la presenza di errori di diritto e di fatto, con il procuratore capo Serge Brammertz che ha chiesto ai giudici di “correggere gli errori della camera di prova” e imprigionare Karadzic a vita.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.