La Francia è alle prese con una recrudescenza della pandemia. I nuovi casi giornalieri hanno ormai superato quota 2500 ( sono stati 2524 il 12 agosto e 2699 il 13 agosto) mentre la percentuale di test positivi sul totale di quelli effettuati è passata dall’1.6 per cento di due settimane fa al 2.2 per cento dell’ultima. Un segno, come dichiarato dal Ministero della Salute, che la circolazione virale è in aumento. Il Primo Ministro Jean Castex ha espresso la sua preoccupazione ricordando come la popolazione debba prendere delle contromisure e non essere sconsiderata. Il rischio è che la Francia possa trasformarsi nel grande malato d’Europa e che questo sviluppo possa danneggiare le aspirazioni di Emmanuel Macron. Il nuovo aumento dei casi è particolarmente evidente a Parigi ma anche in altre città come Nizza e Marsiglia.

Rischio caos

Secondo le autorità sanitarie francesi feste ed assembramenti di giovani sarebbero tra i responsabili degli aumenti di casi di Covid-19. Secondo il dottor Jérôme Marty, facente parte del sindacato dei medici privati, “è evidente che i giovani non rispettano pienamente il distanziamento sociale” e “l’aumento del numero di test ha portato alla scoperta di diversi asintomatici. A preoccupare, come ricordato da Marine Le Pen, è anche gestione delle frontiere. Il leader del Rassemblement National ha ricordato come ci siano ricoveri in terapia intensiva di persone che tornano dall’estero ed ha sottolineato  che, nonostante ciò, le frontiere continuano ad essere aperte. Il governo ha cercato di tenere sotto controllo la situazione imponendo, alla fine di luglio, l’uso obbligatorio delle mascherine nei luoghi pubblici chiusi come, ad esempio i negozi. Chi ne è sprovvisto rischia una sanzione da 135 euro ed alcune città, come Lille, Saint Malo e Cannes, i dispositivi di protezione sono obbligatori anche in alcune zone all’aperto. La decisione dell’esecutivo sulle mascherine potrebbe comunque essere stata tardiva. Già intorno al 20 luglio, infatti, erano presenti nel Paese tra i 400 ed i 500 focolai attivi: un numero ingente e destinato ad aumentare in assenza di provvedimenti ben più restrittivi. La “prima vittoria” contro il virus, annunciata nel mese di giugno dal presidente Emmanuel Macron ( che aveva anche abrogato lo stato d’emergenza nazionale) potrebbe trasformarsi in una rovinosa sconfitta.

Le conseguenze del coronavirus

Il tasso di circolazione del Covid-19 in Francia, che ha raggiunto i 32.1 casi ogni 100mila abitanti nelle ultime due settimane, ha causato tensioni con il Regno Unito. Londra ha deciso di imporre, due settimane di quarantena a chiunque faccia il suo ingresso nel Paese giungendo dalla Francia. Una mossa a sorpresa che ha causato diversi problemi logistici ai 500mila inglesi in vacanza oltre Manica e che sara reciprocità dal governo francese. La frattura con Londra potrebbe essere, però, solo la prima di una lunga serie. Diverse nazioni europee potrebbero adottare provvedimenti simili nei confronti di Parigi che, ben presto potrebbe trovarsi isolata. Una prospettiva imbarazzante che, unita al collasso dell’economia, potrebbe dare il colpo di grazia a ciò che resta della presidenza Macron ed affossarne le possibilità di rielezione. Ad inizio luglio gli istituti demoscopici stimavano che Macron avrebbe potuto ottenere , al primo turno delle elezioni presidenziali del 2022, una percentuale di voti compresa tra  27 ed il 32 per cento. Più distante la rivale Marine Le Pen, accreditata di un numero di voti oscillante tra il 24 ed il 27 per cento. Queste percentuali, nei prossimi mesi, potrebbero però mutare molto velocemente ed in maniera sorprendente. L’Eliseo dovrà correre ai ripari se vorrà evitare di essere travolto.

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