Jeffrey Goldberg, editor in chief dell’Atlantic, è l’autore dello “scoop” che sta animando il dibattito politico – e giornalistico – non solo statunitense. Secondo Goldberg, che cita fonti anonime, il presidente americano avrebbe definito i soldati americani morti durante la prima guerra mondiale “perdenti” e “cretini”. Secondo il magazine, durante una viaggio presidenziale in Francia nel novembre 2018 per commemorare i 100 anni dalla fine della “Grande Guerra”, Donald Trump avrebbe annullato la visita in un cimitero americano a Parigi. “Perché dovrei andare a questo cimitero? È pieno di perdenti”, avrebbe detto al suo entourage. Trump avrebbe anche definito i 1.541 soldati americani morti eroicamente nella battaglia di Bosco Belleau come dei “cretini”. Accusa che la stessa Casa Bianca ha immediatamente smentito.

Falso scoop ispirato al Padrino parte 2?

Partiamo da una curiosità, che alcuni utenti su Twitter hanno rilevato in queste ore. Jeffrey Goldberg è letteralmente ossessionato dalla trilogia de Il Padrino e, in generale, dei film sulla mafia. Difficile dargli torto: parliamo di capolavori passati alla storia del cinema, a cui il giornalista dell’Atlantic ha dedicato una corposa serie di articoli. Nell’agosto 2018, infatti, pubblicò un articolo intitolato La mentalità mafiosa di Donald Trump nel quale, come ben suggerisce il titolo, paragonò il presidente degli Stati Uniti a un gangster della mafia. E come ha notato Max Boot, nel suo editoriale per il Washington Post di due giorni fa, c’è una curiosa somiglianza tra i presunti commenti di Trump e quelli di Sonny Corleone nel finale del Padrino 2. “Sono imbecilli perché rischiano la vita per gli stranieri”. Le stesse frasi, grosso modo, che Trump avrebbe pronunciato quel giorno. Curioso no?

Goldberg si difende ma ammette: “Le fonti anonime non sono sufficienti”

Ma è il – solito – uso di fonti anonime a destare molti dubbi sulla bontà dell’articolo dell’Atlantic. Lo stesso Jeffrey Goldberg ha peraltro ammesso, in un’intervista rilasciata alla Msnbc, che le sue fonti “non erano abbastanza buone”. Incalzato dal presentatore, Goldberg si è però difeso sostenendo che l’anonimato garantisce alle sue fonti la giusta protezione da eventuali ritorsioni. “Penso che le persone siano combattute. Da un lato non vogliono interferire nei processi elettorali democratici”, ha spiegato Goldberg. “D’altra parte, stiamo parlando di un presidente che è diverso da qualsiasi cosa abbiamo mai sperimentato prima. Penso che ci sia anche paura. Penso – e lo vediamo su tutta la linea nella Washington di Donald Trump – che ci sia una paura per la propria sicurezza personale”.”Dobbiamo tutti usare fonti anonime, soprattutto in un clima in cui il presidente degli Stati Uniti cerca di intimidire le persone su Twitter”, ha sottolineato in un’altra intervista, questa volta rilasciata alla Cnn. “Queste non sono persone anonime per me”.

Cosa non torna nell’articolo dell’Atlantic

Ma la versione di Goldberg – che di cui lui stesso ha ammesso la debolezza di fondo – è stata smentita da più fonti, compresi gli (ex) funzionari ostili a Donald Trump. Su tutti John Bolton, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale, che ha smentito la ricostruzione di Goldberg. L’ex consigliere per la sicurezza nazionale ha difeso Trump sulla vicenda nonostante sia stato apertamente critico nei confronti del Presidente in passato e abbia persino scritto un libro, The Room Where It Happened, che dipinge Trump come incapace di gestire le relazioni estere. A smentire lo “scoop” dell’Atlantic anche Robert Wilkie, Segretario degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti d’America, l’ex capo di stato maggiore della Casa Bianca Mick Mulvaney e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Francia, Jamie McCourt: ‘In mia presenza, il Presidente non ha mai denigrato nessun membro delle forze armate statunitensi o chiunque sia in servizio nel nostro paese. E di certo non lo fece neanche quel giorno. Lasciatemi aggiungere, era sconvolto di non poter andare al cimitero di Belleau Wood. Infatti, il giorno dopo, ha partecipato e ha parlato alla cerimonia a Suresnes sotto la pioggia battente”.

I documenti ufficiali dimostrano inoltre che la cerimonia fu effettivamente annullata a causa del maltempo. Persino l’ex vice capo del personale della Casa Bianca Zach Fuentes, che non sembra essere un grande fan di Trump, afferma anche che quello che racconta l’Atlantic non è mai successo. La verità è che se non si trattasse di Donald Trump, nessuno avrebbe preso sul serio delle “fonti anonime” che escono a due anni di distanza dai presunti fatti accaduti.

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