Il distretto tedesco di Gütersloh, epicentro di un focolaio di Covid-19 scoppiato in un mattatoio di proprietà dell’azienda Tonniesè di nuovo in lockdown. Il provvedimento restrittivo resterà in vigore almeno sino alla fine di giugno e porterà alla chiusura di palestre, cinema e bar ed alla cancellazione degli eventi culturali programmati. I settemila lavoratori dell’impianto saranno  sottoposti ad una quarantena domiciliare: almeno millecinquecento di loro sono risultati positivi al coronavirus. Le misure restrittive, secondo quanto riferito da Armin Laschet, governatore del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, saranno piuttosto simili a quelle già sperimentate dalla Germania nel mese di marzo. In quel periodo era stato consigliato ai tedeschi di stare in casa il più possibile ed erano stati vietati gli incontri tra non conviventi in privato.

Un contenimento precario

Il ritorno del lockdown è il primo  in Germania dall’allentamento delle restrizioni nazionali nel mese di maggio. Il morbo potrebbe iniziare a diffondersi anche tra la popolazione locale e non solamente tra i lavoratori dell’impianto. I casi di positività tra gli abitanti del distretto sono, al momento, ventiquattro: un numero che potrebbe però crescere nelle prossime ore fino a costituire una minaccia per la salute pubblica. i fatti di Gütersloh si accompagnano ad un più generale peggioramento della situazione epidemiologica tedesca: Lothar Wieler, a capo del Robert Koch Institute ( l’ente sanitario del Paese), ha reso noto che la Germania rischia una seconda ondata di infezioni sebbene sia ancora possibile prevenirla. L’indice di riproduzione del virus (R0) è schizzato in alto e si è attestato a 2.76 a causa di alcuni focolai localizzati. I distretti di Gütersloh e Warendorf (situati entrambi nella Renania Settentrionale-Vestfalia), la città di Magdeburgo ed il distretto berlinese di Neukölln hanno fatto registrare un forte aumento dei contagi.

Le conseguenze sulla Cdu

Il focolaio del mattatoio potrebbe avere serie conseguenze politiche sugli equilibri interni della Cdu, il partito guidato dalla Cancelliera Angela Merkel, che è attualmente alla ricerca del suo successore. Armin Laschet è uno dei candidati e le sue posizioni politiche centriste rappresentano la continuità con il Cancellierato della Merkel. Gli si oppongono Norbert Roettgen,  presidente della Commissione Esteri del Bundestag ed espero di geopolitica e, soprattutto, Friedrich Merz, schierato su posizioni più radicali ed in favore di una più marcata svolta a destra. Laschet si è già inimicato il Partito Socialdemocratico, partner di coalizione a Berlino, dopo aver accusato i lavoratori bulgari e romeni della Tonnies di aver portato il virus in Germania e di aver dunque provocato il focolaio. Il Ministro degli Esteri Heiko Maas ha definito i commenti “pericolosi” ed ha preteso le scuse mentre il segretario socialdemocratico Lars Klingbeil ha dichiarato che Laschet non è adatto per il ruolo di Cancelliere. Secondo il politico locale Sebastian Hartmann, invece, il governatore dello Stato sarebbe corresponsabile di quanto accaduto e lo ha accusato di aver agito con eccessivo ritardo.

Le elezioni federali

Le primarie della Cdu, rinviate a data da destinarsi (probabilmente si svolgeranno entro fine anno) a causa dell’emergenza Covid-19, anticiperanno di qualche mese le elezioni federali previste per l’agosto-ottobre del 2021. I sondaggi premiano, attualmente, la Cdu, che oscilla tra il 37 ed il 40 per cento dei voti e che è seguita, a grande distanza, dai Verdi, tra il 17 ed il 20 per cento dei consensi stimati. Molto lontani gli altri partiti tra cui i Socialdemocratici, 14-16 per cento e la destra radicale dell’Afd, 8-10 per cento. L’esito degli scrutini è legato alla capacità del governo di far ripartire l’economia e di contenere, quanto più possibile, la diffusione del virus. Se le cose non andranno in questo modo i cittadini potrebbero mutare, radicalmente, idea e decidere di affidarsi ad altri schieramenti. Angela Merkel, che ha dichiarato da tempo che quello in corso è il suo ultimo mandato da Cancelliera, si ritrova nell’inedito ruolo di traghettatrice verso un salto nel buio che potrebbe rivelarsi particolarmente pericoloso. In caso di vittoria di Friedrich Merz, inoltre, la sua eredità politica potrebbe scomparire senza lasciare traccia.

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