Dall’ultima tornata elettorale la configurazione del parlamento della Spagna non ha permesso la nascita di un governo di maggioranza, che con la sua maggiore solidità avrebbe permesso una maggiore capacità d’azione e decisioni più efficaci nell’affrontare i problemi dei prossimi anni. Mentre una parte delle cause è da ricercarsi nell’esplosione dei consensi di Vox – che ha confermato come la destra spagnola non sia mai morta – dall’altra è da contestualizzare in una crisi dell’approvazione nei partiti tradizionali, alla pari del resto dell’Europa. Tuttavia, mentre i primi segnali di titubanza sono stati evidenziati dalle trattative con gli indipendentisti catalani, i danni peggiori provocati dall’instabilità del governo rischiano di riversarsi sulla popolazione del Paese; in un momento in cui una maggiore incisività governativa sarebbe invece necessaria. Ed in questo scenario, le stesse scelte future del popolo potranno indirizzarsi verso altri movimenti, che al contempo riusciranno ad ergersi come veri difensori della Spagna: il Partito Popolare e l’emergente Vox.

Podemos è l’emblema della crisi politica spagnola

Nato come partito che avrebbe dovuto cancellare il passato politico del Paese, col passare degli anni la solidità dei propri principi sono venuti meno, sino all’alleanza per dare la possibilità al governo di Pedro Sanchez di insediarsi. L’abbandono delle classiche posizioni anti-politiche per avvicinarsi ad un più distaccato mondo di sinistra hanno inoltre provocato uno smarrimento dell’elettorato spagnolo, che ha visto nel movimento una brutta copia dei partiti già esistenti; mantenendo i voti soltanto grazie alla popolarità dei propri esponenti.

Il sostanziale riavvicinamento dei temi tra il partito socialista e Podemos ha aiutato sicuramente alla formazione della coalizione di governo, ma ha minato i contrasti interni che dovrebbero tenere vivo un governo dalle larghe intese. Con i restanti pezzi della coalizione che, in questo scenario, hanno minori punti di contatto con i due membri di maggioranza della coalizione e di conseguenza meno temi di interesse da supportare; rischiando di restringere ulteriormente il programma di governo.

Bassa efficienza significa basse prospettive di crescita

Con la Brexit e le incertezze dei mercati dettate dal Covid-19, la necessità di muoversi con agilità in ambito governativo senza dover passare continuamente dalla fiducia parlamentare è un chiaro vantaggio rispetto ai propri avversari internazionali. Essendo in grado di muoversi con più precisione ed in tempi più stretti, attutire i colpi tramite una legislatura adeguata e dei chiari indirizzi economici è una questione di vitale importanza; ed allo stato attuale il governo Sanchez non è in grado di garantire questa prerogativa, che mai come in questo momento rischia di essere una discriminante importante.

La capacità di risposta alle crisi che rischiano di generarsi in questo 2020 sono il vero test che dovrà affrontare l’esecutivo di Sanchez e che verosimilmente stabiliranno le aspettative di durata del suo governo. In caso di fallimento, infatti, non sono soltanto le poltrone attuali ad essere in pericolo, ma la possibilità stessi di essere rieletti. In questo momento, infatti, ogni errore è un assist a Vox, che spera sempre di più di riuscire a raggiungere il potere entro la prossima tornata elettorale.

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