Se prendiamo tre foto di Kim Jong Un, una risalente al periodo della sua salita al potere, una a metà mandato e una di questi ultimi giorni, notiamo quasi tre persone diverse. Nel 2011, quando il giovanissimo leader, all’epoca 27enne, prese il posto del padre Kim Jong Il, le intelligence di mezzo mondo si ritrovarono davanti un personaggio enigmatico. In un primo momento, nessuno sapeva dire con certezza come avrebbe guidato la Corea del Nord quel ragazzo dallo sguardo perso nel vuoto, con studi in Svizzera e un’infanzia da terzogenito.

Al di là delle implicazioni politiche, ciò che ci interessa analizzare è tuttavia la trasformazione del suo aspetto fisico, che undici anni fa risultava decisamente più asciutto e magro rispetto ad oggi. Alcuni osservatori – non si bene seguendo quali calcoli affidabili – hanno stimato un aumento di peso del presidente nordcoreano quantificabile in 6-7 chili all’anno dal 2011 in poi. Secondo questa ricostruzione, nel 2020 Kim Jong Un sarebbe arrivato a pesare circa 140 chilogrammi. In effetti le immagini relative all’imminente periodo pre Covid ritraevano un Kim appesantito, talvolta quasi in affanno nel fare piccoli spostamenti e altre volte persino aiutato da un bastone.

Tre “trasformazioni”

Al Kim della prima fase, giovane e slanciato, ha quindi fatto seguito un Kim Jong Un più appesantito. Per quale motivo? Tralasciando la spiegazione più semplice e sensazionalistica, ovvero che il leader nordcoreano sarebbe ingrassato perché amante del buon cibo, è possibile fare un altro ragionamento. Come detto, nei primi anni al potere Kim era ancora un ragazzino e per di più senza esperienza di governo. Affinché il sistema politico della Corea del Nord continuasse a funzionare alla perfezione era fondamentale alimentare il consenso della popolazione e delle strutture governative e militari nei confronti dell’erede di Kim Jong Il. In altre parole, c’era il rischio che alcuni elementi in seno alla società nordcoreana potessero manifestare dubbi sulle qualità del nuovo presidente, vanificando il processo di rinnovamento politico del Paese.

È a quel punto, se notiamo bene, che Kim ha iniziato a cambiare aspetto, in un apparente tentativo di assomigliare quanto più possibile a suo nonno Kim Il Sung, presidente eterno e vera e propria divinità in patria. Il terzo Kim ha quindi preso peso ma ha anche iniziato a imitare il nonno nei gesti più comuni, dal salutare i cittadini al vestiario. L’idillio si è interrotto con la pandemia di Covid-19. Da quel momento in poi la Corea del Nord si è letteralmente blindata, mentre le uscite del presidente sono diventate via via sempre più rare, al punto che si sono susseguiti diversi allarmi sullo stato di salute di Kim. Tra mille supposizioni non confermate né confermabili, c’è addirittura chi lo ha spacciato per morto e chi sostiene che l’attuale Kim Jong Un sia soltanto un sosia. Fatto sta che l’attuale leader è riapparso al grande pubblico molto più emaciato del solito (sarebbe dimagrito di una ventina di chili)

Il peso di Kim

E qui arriviamo al presente. Un documentario trasmesso dalla televisione nordcoreana, KCTV, ha toccato indirettamente il tema del dimagrimento mostrato da Kim Jong Un. La trasformazione del leader sarebbe dovuta, secondo la propaganda di Stato, agli enormi sforzi di governo del presidente. Insomma, Kim è deperito perché, nel corso degli ultimi mesi, si sarebbe impegnato e preoccupato per il benessere del popolo nordcoreano. Un popolo, tra l’altro, vessato non solo dalle sanzioni economiche perpetrate dall’ONU, ma anche da disastri naturali e dagli effetti dei provvedimenti anti Covid presi da Pyongyang (chiusura dei confini e stop al commercio, soltanto adesso ripreso in minima parte con la Cina).

“Con un corpo visibilmente deperito, ha mostrato il suo lato materno soffrendo e preoccupandosi enormemente per realizzare i sogni del suo popolo”, racconta la voce narrante del documentario, intitolato 2021, un grande anno vittorioso e lungo quasi due ore. In un passaggio successivo, tuttavia, le immagini mostrano Kim galoppare su un cavallo, nel tentativo di mostrare ai telespettatori che il presidente è in ottima forma. Che Kim Jong Un abbia perso peso è fuori discussione. Resta da capire se il deperimento del leader sia dovuto a una scelta dello stesso, magari nell’intento di mettersi a dieta, oppure a vari problemi di salute. Difficile, tuttavia, sposare in toto quest’ultima tesi, visto che un tema delicato come quello delle condizioni fisiche del presidente non verrebbe mai trattato con così tanta facilità in un documentario televisivo. È più probabile, dunque, che tutto rientri in una mossa di propaganda.

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