Kim Jong Un si trova in gravi condizioni dopo aver effettuato un’operazione cardiovascolare. Anzi no: è solo in convalescenza ma è vivo. Contrordine: è già morto. Tante sono le indiscrezioni che si susseguono sullo stato di salute del presidente della Corea del Nord. Ben poche le certezze in merito a uno dei personaggi più misteriosi al mondo, alla guida di un Paese altrettanto misterioso. Ed è per questo motivo che al momento si possono formulare soltanto ipotesi basandosi sulle voci più autorevoli in circolazione.

Secondo il sito sudcoreano Daily Nk lo scorso 12 aprile Kim sarebbe stato sottoposto a un intervento dopo una crisi cardiaca. Poco dopo la Cnn, citando una fonte dell’intelligence Usa, ha aggiunto che il leader si troverebbe in ”condizioni critiche”. Donald Trump pensa invece che ”la notizia non sia corretta” perché ”la Cnn è fake news”. Da Seul nessuno ha notato movimenti sospetti oltre il 38esimo parallelo. Anche perché, in caso di ipotetici lutti nazionali, l’intera Corea del Nord si trincera in una dimensione paradossale; al momento, tuttavia, a Pyonyang la quotidianità scorrerebbe come sempre, fatta eccezione per l’allerta Covid-19.

Altri esperti, tra cui il sinologo Francesco Sisci, sostengono invece che Kim sia già morto e che per l’annuncio ufficiale ”potrebbero volerci giorni, ma anche mesi”. Sulla sponda cinese i funzionari sono apparsi alquanto sorpresi. Da Pechino hanno risposto di aver ”visto alcune notizie” ma – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri – di ”non conoscerne le fonti”. I diretti interessati, i media nordcoreani, da giorni mantengono il silenzio: nessuna notizia sul luogo in cui si trova il ”Grande leader” e sulle sue attività. L’agenzia di Pyongyang, Kcna, ha parlato di una lettera scritta in prima persona da Kim in risposta a una missiva del presidente siriano Bashar al Assad: troppo poco considerando il materiale diffuso fino a poche settimane fa. Da segnalare infine l’ultima indiscrezione: per la stampa sudcoreana Kim sarebbe stato avvistato a passeggio a Wonsan, una città balneare della Corea del Nord.

Il mistero sulle condizioni di Kim

Questo è il quadro della situazione. Ma che cosa sta succedendo realmente in Corea del Nord? In assenza di certezze, il mistero di Kim alimenta suggestioni e ipotesi. La prima è che il presidente nordcoreano si sia effettivamente sottoposto a una operazione ma che, in questi giorni, si troverebbe in convalescenza per riprendersi dall’intervento. La seconda è che Kim abbia subito l’operazione e in seguito sia morto o sia finito in stato vegetativo a causa di complicanze.

Terza ipotesi: la crisi cardiaca può essersi rivelata la condizione ideale per mettere fuori gioco il leader. Da questo punto di vista non è detto che Kim Jong Un sia morto: può anche essere ”congelato” in attesa di sviluppi interni. Anche perché in Corea del Nord il verbo ”morire” assume diversi significati, e non solo quello di morte biologica. A Pyongyang, in caso di errori, è facile essere estromessi dal potere, cadere in disgrazia o sparire dai radar. Certo, nel caso di Kim sarebbe una situazione paradossale vista la caratura del personaggio.

Il mistero della successione

Il mistero sulle condizioni di Kim rilancia le voci sulla sua possibile successione: chi prenderà le redini del Paese se non sarà più in grado di farlo o in caso della sua morte? Kim Jong Un dovrebbe avere alcuni figli (alcuni ipotizzano due, altri tre) ma il loro ingresso in campo è scongiurato per via della tenera età della prole.

Tra le opzioni si affaccia quella di una reggenza, all’interno della quale potrebbe svolgere un ruolo di primissimo piano la sorella minore Kim Yo Jong, cui nel corso degli anni è stato dato uno spazio sempre più importante al fianco di Kim, e pochi altri. La stessa miss Kim, nel 2018, ha rappresentato Kim Jong Un alle Olimpiadi invernali a Pyeonchang, in Corea del sud.

Sul tavolo ci sono tuttavia altre opzioni. Nell’ambito di una successione collettiva attenzione alla figura di Choe Ryong Hae, presidente del presidium della suprema assemblea del popolo, per questo una sorta di capo dello Stato. Come sottolinea l’agenzia Adnkronos, Choe ha servito per decenni la famiglia Kim all’interno del partito, rivestendo tra l’altro anche l’influente ruolo di capo politico della struttura militare. L’altro nome da tenere d’occhio è quello di Pak Png Ju, membro del Politburo ed ex premier che ha supervisionato l’adozione di misure per rilanciare l’economia. Sul fronte dei parenti, in secondo piano, da segnalare la sorellastra Kim Sol Song e il fratellastro Kim Pyong Il.

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