Il Niger è l’ultima tappa di Angela Merkel nel suo tour nell’Africa sub sahariana: un viaggio importante quello del cancelliere tedesco, in una parte del continente nero sempre più cruciale e strategica sotto un profilo economico, ma soprattutto a livello di lotta al terrorismo e contrasto all’immigrazione. La Merkel, arrivata a Niamey giovedì sera e rimasta nella capitale nigerina per circa 12 ore, trova però un clima tutt’altro che sereno: pesano, in particolar modo, le critiche del ministro dell’interno, nonché astro nascente della politica locale, Mohamed Bazoum.

“Delusi da Germania ed Ue”

Per la verità Bazoum non è nuovo ad esternazioni contro l’Europa: è lui, nei mesi scorsi, a soffiare sul vento delle proteste contro la presenza di militari stranieri nel Niger, uno dei motivi per i quali la missione italiana oggi operativa nel paese africano tarda a partire nonostante il via libera del passato parlamento. Bazoum è molto popolare e simili proteste vengono da lui cavalcate per acquisire maggior prestigio agli occhi della popolazione. Non è quindi tenero con l’eventualità della presenza di contingenti tedeschi ed italiani nel Niger, poche parole contro i francesi invece e forse qui pesa e non poco la sua vicinanza anche personale al presidente Emmanuel Macron. Dunque in un certo senso non sorprende che proprio da Bazoum arrivino nette critiche tanto al governo di Berlino quanto alla commissione europea.

“Abbiamo avuto un ruolo importante nella riduzione del flusso di rifugiati verso l’Europa – dichiara il ministro dell’interno nigerino, in una nota riportata daAgenziaNova – Non abbiamo beneficiato in maniera sostanziale di investimenti da Germania e Ue. Di questo ne siamo un po’ delusi”. Anche se il governo di Niamey è quello in cui l’Europa investe maggiormente, secondo Bazoum non si fa abbastanza: “Occorre flessibilità nell’impiego dei fondi – continua il ministro – Un paese se non è stabile non cresce”. Critiche solo parzialmente smorzate dal presidente Mahamadou Issoufou, che durante l’incontro con la Merkel sottolinea l’importanza di Germania ed Ue nel processo di stabilizzazione del Niger. Il cancelliere tedesco, in conferenza stampa, rassicura da parte sua sull’impegno di Berlino a favore del paese africano.

Perchè il Niger è fondamentale nel contrasto all’immigrazione

Il Niger sta alla rotta libica come la Turchia sta a quella balcanica: un’equazione figlia del fatto che entrambi i paesi sono quelli principali di transito verso le coste dell’Europa. Dal Niger, in particolare, passa più del 90% dei migranti che raggiungono la Libia per imbarcarsi alla volta della Sicilia. E questo non solo per la posizione geografica del paese africano, il quale condivide proprio con la Libia un confine molto vasto e difficilmente controllabile per via della sua natura desertica. In realtà, a fare del Niger il principale paese di transito è anche una particolare condizione politica che lega Niamey alla Cedeao (od Ecowas se viene usato l’anagramma inglese), una sorta di Unione Europea dell’Africa occidentale: libertà di circolazione e pochi controlli alla frontiere permettono a chiunque voglia emigrare verso il vecchio continente di raggiungere senza particolari problemi il Niger e, da qui, provare ad attraversare il deserto libico.

Ecco quindi perchè il Niger “batte cassa”, specie dopo aver visto il precedente turco dove Ankara riesce a strappare nel 2016 un accordo a Bruxelles che prevede il pagamento di tre miliardi di Euro all’anno per trattenere i migranti in Anatolia. E sul paese africano in effetti piovono svariati investimenti, ma si avviano anche diverse missioni militari: oltre ai francesi, in Niger sono presenti americani, canadesi e tedeschi per l’appunto, così come dallo scorso anno risulta attiva la missione italiana che ha l’obiettivo di addestrare l’esercito locale. Il paese, da quando è iniziata la battaglia per Tripoli, vede aumentare il proprio ruolo nel contrasto all’immigrazione clandestina: molti migranti infatti tornano indietro e rientrano in Niger, il cui governo adesso chiede più fondi per gestire al meglio questa situazione. I confini settentrionali del Niger, sembrano sempre di più confini europei.

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