Un giorno prima del vertice ufficiale tra Xi Jinping e Narendra Modi, circa 2mila studenti di una scuola di Chennai, città indiana a 55 chilometri di distanza da Mahabalipuram, luogo dell’incontro tra i due leader, hanno organizzato un benvenuto speciale per il presidente cinese. I ragazzi sono scesi nel cortile e hanno creato una coreografia che ha riprodotto i caratteri cinesi del nome di Xi indossando maschere che raffiguravano il volto dell’uomo più importante della Cina. Basta questo per capire quanto fosse atteso il faccia a faccia tra i presidenti dei due Paesi più popolosi al mondo, il secondo vertice informale dopo il meeting del 2018 a Wuhan.

I nodi da sciogliere

Cina e India sono rivali, e su questo non c’è alcun dubbio. La Nuova Via della Seta rischia di strangolare Nuova Delhi, che ora sta meditando di aderire al progetto infrastrutturale alternativo proposto da Stati Uniti e Giappone. Tuttavia ci sono almeno due nodi che legano in modo indissolubile il governo indiano e quello cinese: il primo riguarda il Kashmir, il secondo il controllo dell’Asia centrale da ottenere mediante il commercio. Partiamo dalla complessa situazione del Kashmir, Stato indiano rivendicato da Cina e Pakistan che negli ultimi mesi è stato al centro del dibattito internazionale per la controversa decisione di Nuova Delhi di togliergli lo status speciale. La scorsa settimana Xi ha incontrato il primo ministro pakistano Imram Khan. Il leader cinese ha dichiarato che Pechino sosterrà il Pakistan su questioni riguardanti i suoi “interessi fondamentali”. Una presa di posizione chiara, che cozza contro la visione dell’India. Il commercio è l’altro punto di frizione che crea tensioni tra il Dragone cinese e l’Elefante indiano: entrambi i governi sono diffidenti e vedono l’espansione commerciale dell’altro come una minaccia indiretta ai propri interessi.

Un equilibrio che fa bene a tutti

Kashmir, commercio, rivalità storica, rapporto con gli Stati Uniti, Nuova Via della Seta e tanto altro ancora: sul tavolo ci sarebbe di tutto per far restare Cina e India eterne nemiche. Pechino ha però scelto di smorzare ogni tensione e creare un nuovo equilibrio. Secondo quanto riportato dall’agenzia cinese Xinhua, Xi e Modi hanno parlato di “questioni che portano in sé un significato strategico, complessivo e di lungo termine sulle relazioni bilaterali”. Ecco che è proprio l’equilibrio il concetto base che emerge dal vertice Xi-Modi, con i due grandi capi ritratti in un’immagine emblematica. Modi e Xi si tengono per mano e sono collocati esattamente al centro della foto; in sottofondo si vede una grande pietra in equilibrio. Insomma, il quadretto perfetto per indicare il ritrovato equilibrio tra i due colossi asiatici. Il messaggio che emerge può a grandi linee essere il seguente: India e Cina sono concorrenti e continueranno ad esserlo, ma è meglio per entrambi i Paesi che questa concorrenza si realizzi in maniera pacifica e senza tensioni di alcun tipo. D’altronde entrambi sono in crescita, hanno differenti sfere di influenza (l’India punta più all’Asia Centrale, la Cina, in prima battuta, all’area del Pacifico) e insieme possono far brillare il sistema asiatico. Il Dragone, per l’ennesima volta, ha sfoggiato al mondo il suo modo di operare: gli affari prima di tutto il resto. Perché dove ci sono tensioni gli affari non possono decollare.

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