Non forse una coincidenza ma, molto più probabilmente, una conseguenza: l’uscita della Germania dalla missione Sophia viene annunciata proprio nel giorno in cui ad Aquisgrana Angela Merkel firma con Macron il nuovo trattato di cooperazione tra Parigi e Berlino. Risalta subito agli occhi come, nel giro di poche ore, dopo la cerimonia svolta nella storica città tedesca simbolo della vicinanza tra i due paesi, la Germania annunci l’addio alla missione Sophia. Un saluto che, a livello tecnico, potrebbe anche implicare poche conseguenze ma che, sotto il profilo politico, ha non poca importanza. 

La “coppia” perfetta al cuore dell’Europa

Del resto su “Limes” si punta l’attenzione sulla terminologia utilizzata da parte francese per suggellare l’accordo: si parla, in particolare, di “coppia“. Un termine solitamente utilizzato per indicare un rapporto stretto tra due persone e che, in ambito mediatico, al momento viene usato dai francesi unicamente con riferimento alla Germania. Una coppia, quella franco – tedesca, che si spalleggia e che aspira ad essere complice nel cuore di un’Europa fiacca e tramortita. La Francia, ad esempio, già sostiene l’idea tedesca di un posto permanente al consiglio di sicurezza dell’Onu per Berlino. Un appoggio importante, una mossa altamente significativa: i seggi permanenti sono riservati ai cinque vincitori della seconda guerra mondiale, un ordine che da allora mai è stato intaccato. Che Parigi sostenga in tal senso le posizioni di Berlino, che andrebbero per la prima volta a scalfire la carta fondamentale delle Nazioni Unite, sembra proprio un favore che la Francia potrebbe realizzare solo in caso di conclamate nozze.

E così vale per le altre posizioni diplomatiche della coppia d’Europa. La Germania, che mai ha visto di buon grado l’esborso di soldi e l’impiego di mezzi per pattugliare il Mediterraneo, oggi può tranquillamente affermare di uscire dalla missione Sophia. Fino a ieri da Berlino non arrivava un segnale in questa direzione, soltanto per timori di evidenziare una spaccatura diplomatica interna all’Ue. Ma adesso Francia e Germania si spalleggiano, si coprono e si sostengono a vicenda e tutto si può fare. Sembrerebbe quasi romantico come livore quello tra Parigi e Berlino, se non fosse che di mezzo ci sono svariati interessi internazionali, compresi quelli delicati del nostro paese. 

Un segnale all’Italia?

Ed è proprio al nostro paese che potrebbe essere rivolto il gesto dell’uscita della Germania dalla missione Sophia. Quest’ultima viene concepita in sede europea nel maggio 2015, in una delle fasi cruciali dell’emergenza immigrazione. Promotrice è l’Ue, con il rappresentante della politica estera Federica Mogherini: si cerca di dare, all’epoca, un segnale a Roma circa l’impegno comunitario nel contrasto all’immigrazione ed agli sbarchi lungo le coste italiane. Una missione che prevede per l’appunto l’impegno congiunto di diversi paesi europei, tra cui la Germania per l’appunto, nel pattugliare il Mediterraneo. 

Oggi però, con il trattato di Aquisgrana, quel mondo di appena quattro anni fa sembra superato. Davanti la diplomazia europea, si piazza quella della coppia europea per eccellenza. E questo messaggio deve essere ben recapitato ad una recriminante Italia, che con i governi di Parigi e Berlino al momento non va proprio molto d’accordo. Dunque la Germania si tira fuori da Sophia, la Francia copre politicamente la ritirata. E l’Italia, dal canto suo, non può far altro che prenderne atto. 

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