Una società britannica ha contribuito a spostare la sede fiscale della consociata chiave della compagnia petrolifera statale iraniana in un paradiso fiscale segreto, nonostante fosse in un elenco di sanzioni internazionali. A darne notizia è il Times. La Formations House, con sede a Londra, ha avuto l’incarico di trovare una nuova sede fiscale per la Naftiran Intertrade Co (Nico), il braccio commerciale internazionale della National Iranian Oil Company (Nico), società statale iraniani e una delle più grandi compagnie petrolifere del mondo. I dettagli dell’accordo sono emersi dai documenti trapelati da Formations House e da un’indagine di un consorzio internazionale guidata dal Times insieme a The Organized Crime and Corruption Reporting Project e Finance Uncovered in un progetto che ha preso il nome di #29 Leaks.

L’inchiesta pone al centro le attività oscure degli uffici al numero 29 di Harley Street, sede di Formations House, un’agenzia di servizi che permette di costituire società via internet senza troppi problemi o vincoli. Tra i documenti del leak c’è proprio il registro delle azioni della Nico, società consociata della Naional Iranian Oil, la compagnia statale iraniana.

I misteri della Formations House

Come riporta La Stampa, la vicenda risale al 2014 quando la Nico Ltd si rivolge alla società londinese con l’obiettivo di cambiare sede fiscale senza dare troppo nell’occhio. La società britannica, a quel punto, propone il Gambia, dove il governo di Yahya Jameh le ha affidato lo sviluppo di una “zona economica speciale”. Gli interlocutori della società iraniana, riporta La Stampa, sono in contatto con Charlotte Pawar, numero uno di Formations House e con un dipendente, Oliver Hartmann, nome fittizio dietro il quale si cela, in realtà, Syed Rizwan Ahmed, cittadino pachistano.

Il cuore pulsante della società con sede a Harley Street, infatti, è il Pakistan, Paese d’origine di Charlotte Pawar. Quest’ultima sostiene che i dati pubblicati da #29 Leaks le siano stati rubati e che i giornali siano “responsabili di una tentata estorsione e di un crimine” ai danni della sua società. Ma agli uffici della società con sede a Londra non is sono rivolte solamente aziende iraniane. Nei documenti analizzati da La Stampa e Irpi (Investigative reporting project Italy), partner per l’Italia del progetto, ci sono le prove che a Formations House si sono rivolti anche gli eredi di Totò Riina e altre personalità legate alla criminalità organizzata in Italia, come Antonio Righi. Maria Concetta Riina e il marito Antonino Ciavarello, infatti, hanno avviato due società affidandosi proprio a Formations House. La prima risale al 2007 e si chiama T&T Corporation e si qualifica come studio legale internazionale. La seconda si chiama Corleone Caffè Trading, attiva per un anno e mezza, e creata sempre grazie alla consulenza della società con sede a Londra.

400mila società create dalla Formations House

Secondo l’inchiesta giornalistica, sarebbero 400mila in 15 anni le entità create da Formations House. Società che spesso avevano a che fare con la corruzione, la criminalità organizzata, il riciclo di denaro. Per John Penrose, responsabile del governo di Boris Johnson che coordina le attività del Regno Unito contro la corruzione, “la reputazione della Gran Bretagna e la sua integrità sono vitali per garantire gli accordi commerciali dopo la Brexit” poiché “le parti hanno concordato di introdurre norme più severe”. Pertanto il governo di Sua Maestà deve “reprimere più duramente” la corruzione dopo l’indagine del consorzio internazionale sulle attività della società di Harley Street.

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