La percezione della corruzione in Algeria rimane piuttosto alti. Anzi, a ben guardare la classifica stilata dall’Ong Transparency International, il Paese ha perso ancora posizioni e punti. Nel 2021, in particolare, la trasparenza delle istituzioni di Algeri è stata valutata con un punteggio di 33/100, precipitando nella speciale graduatoria dal 104esimo al 117esimo posto su 180. Ciò che più affiora da questo dato è come l’Algeria sia ultima tra i Paesi nordafricani, dietro anche Egitto e Tunisia.

La classifica di Transparency International

Tramite interviste a campione e valutazione da parte di esperti, ogni anno l’Ong Transparency International stila una classifica sulla percezione circa la situazione sulla corruzione nei vari Paesi del mondo. Una fotografia non tanto e non solo sullo stato dell’arte riguardo questo delicato tema, ma anche su quella che è l’opinione e per l’appunto la percezione dei cittadini. Un dato, quest’ultimo, non certo secondario. Percepire un determinato livello di trasparenza vuol dire avere o meno fiducia nelle istituzioni. Dalle informazioni raccolte, l’Ong prepara quindi una speciale graduatoria. C’è un punteggio in centesimi: zero è il massimo livello di percezione della corruzione, la quale diminuisce poi più ci si avvicina a 100. L’Algeria, nello specifico, ha raccolto un punteggio di 33/100. Nel 2020 aveva ottenuto 44/100. Dunque rispetto a 12 mesi fa la situazione, nella percezione dei cittadini, è peggiorata.

Il ranking di Algeri è il peggiore nella sua area. Se si esclude la Libia, Paese in guerra, senza vere istituzioni e con un potere diviso e frammentato tra una miriade di gruppi, nessuno nel Magreb ha fatto peggio dell’Algeria. La Tunisia ad esempio, caratterizzata da una popolarità molto bassa di un parlamento non a caso sciolto e congelato nello scorso luglio dal presidente Kais Saied, ha totalizzato 44/100. L’Egitto, sulla cui reputazione pesano gli arresti compiuti di dissidenti e oppositori, è stato valutato con un punteggio di 33/100, uguale all’Algeria. Sta messo meglio il Marocco, con 39/100 collezionati nella speciale classifica. Secondo il rapporti di Transparency International, a pesare sulla percezione della corruzione ad Algeri è lo scontro ancora in atto tra potere e società civile. Un divario ben rappresentato dalle proteste degli ultimi anni soprattutto del movimento Hirak, il quale chiede un totale e radicale ricambio della classe politica.

La situazione in Algeria a tre anni dall’inizio delle proteste

La performance dell’Algeria era particolarmente attesa proprio per la situazione in cui si trova dal 2019 il Paese nordafricano. Nell’aprile di quell’anno sono esplose le prime manifestazioni contro la candidatura dell’ex presidente Bouteflika. Da allora la situazione è stata solo parzialmente controllata. Sono state organizzate nuove elezioni sia presidenziali, con il ritiro dell’ex capo dello Stato, sia parlamentari. Le ultime si sono tenute la scorsa estate e hanno visto una leggera impennata di voti dei partiti islamisti. Ma nonostante un ritorno a un apparente multipartitismo, la situazione non è cambiata. Anzi, per l’appunto, è apparsa peggiorata. Molti cittadini non vedono nelle consultazioni un indice di ripristino della trasparenza. Secondo diversi analisti interpellati, la strada per la lotta contro la corruzione in Algeria è ancora in salita ed è ben lontana dall’essere completata.

Al momento non sono arrivati commenti da Algeri. C’è da dire che le prestazioni riscontrate in Africa sono comunque complessivamente le peggiori a livello globale. In questa speciale classifica ad avanzare sono unicamente i Paesi nord Europei. La Finlandia, con un punteggio di 88/100, è al primo posto, seguita da altre nazioni scandinave.

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