Quando una personalità come quella di  Angela Merkel si trova a ricoprire, per quasi 15 anni, il ruolo di cancelliere della Germania e ad acquisire una visibilità globale notevole la sfumatura tra vita pubblica e privata diventa difficile da riconoscere. Specie se ad essere sotto la lente d’ingrandimento è la salute della diretta interessata, divenuta tema di dibattito pubblico dopo i tremori che la Merkel ha subito nel corso di una cerimonia dedicata al Presidente ucraino e che l’hanno portata a chiamarsi fuori dalla corsa alla nomination per la guida della Commissione europea.

Lo stato di salute di un capo del governo nel pieno esercizio del suo mandato, al termine del quale la Merkel ha annunciato l’addio alla politica, è questione d’interesse nazionale per ogni Paese. Specie per la Germania che continua ad essere dipendente dalla sua Cancelliera, complice il fatto che l’acerba Annegret Kramp-Karrenbauer non è ancora ritenuta pronta al salto dalla guida della Cdu alla Cancelleria federale di Berlino e che nei prossimi mesi andrà in scena una partita per il riordino istituzionale delle cariche comunitarie in cui l’esperienza della Merkel risulterà decisiva.

Secondo la Bild, “un importante servizio di intelligence occidentale è certo” del fatto che “il problema di salute della cancelliera tedesca sia di ordine neurologico”. “È vero? E se sì, come lo sa il servizio di intelligence?”, si interroga Bild. “E perché è così importante?”, si chiede ancora l’importante giornale tedesco, invitando all’inizio di una “caccia” alla cartella clinica della Merkel per comprendere la reale natura di un problema, quello dei tremori, che l’ha condizionata anche a un evento con il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier. Neanche le dichiarazioni di stima garantite a Frau Angela dal presidente Donald Trump, che più volte ha attaccato la Germania ma al G20 di Osaka la ha definita “donna fantastica”, potranno alleviare le preoccupazioni della Cancelliera per le indiscrezioni sulla sua salute.

La corsa giornalistica ed informativa a ottenere informazioni sul leader di un Paese come la Germania testimonia del delicato stato di forma politico in cui si trovano il Paese, ritrovatosi vincolato alle condizioni della Merkel, e la Cancelliera, oramai non ritenuta più quella di un tempo. Si dubita sulla salute della Merkel perché, in fin dei conti, si dubita della sua lucidità politica: ed è quasi un’ironia considerato il fatto che la sua opinione rimane imprescindibile per il futuro dell’Eurozona.

Tale morbosa attenzione, del resto, non sarebbe nemmeno giustificata dai sintomi, che per ora parlano di tremori associabili a normali disturbi nervosi e non a patologie più gravi: la Cancelliera è regolarmente volata ad Osaka per il G20 e non ha avuto cambi o stravolgimenti della sua agenda. I tremori della Merkel e la ricerca della sua cartella clinica, in un certo senso, tradiscono più il fatto che il suo potere sia meno saldo del passato e diretto sul viale del tramonto che il timore di una patologia grave capace di metterla fuori partita. Ma già questo è un segno. La Merkel si ritrova più vulnerabile proprio nella fase in cui la Germania è più incerta: divisa tra un fronte interno sempre più in fibrillazione, tra la ricerca di una quiete sociale ed economica interna che le politiche degli ultimi decenni hanno perturbato, e un contesto internazionale che la vede nel mirino degli Usa sul commercio e in difficoltà nell’elaborazione di un’agenda strategica di lungo periodo. Proprio una fase storica che richiederebbe la leadership salda e autorevole che la Merkel non è più in grado di offrire. E a cui né la sua erede designata né gli altri partiti tedeschi (socialisti, Verdi, liberali) sembrano in grado di supplire.

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