Un’isola da qualche settimana a questa parte è in vendita. E non si tratta di un’isola qualsiasi, bensì della terza più grande delle Falkland. L’annuncio viene dai media inglesi: Pebble Island, lunga 32 chilometri e larga 6, si trova in uno dei luoghi più sperduti ma forse per questo anche più affascinanti dal mondo. La proprietà è della famiglia di Sam Harris, il cui trisavolo nel 1869 acquista per 400 Sterline sia l’isola che gli scogli che la circondano. 

La colonia di pinguini

Situata nell’Atlantico, al fianco delle altre isole dell’arcipelago della Falkland, Pebble Island sotto il profilo naturalistico appare un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Qui vivono tanti pinguini, molti studiosi ogni anno vengono qui per osservare il comportamento di questi uccelli. Secondo gli ultimi studi, ben cinque specie diverse di pinguini risiedono qui ed è possibile osservarli da vicino. Un rapporto quasi di simbiosi con queste specie, da parte degli scienziati, che negli anni permette di scoprire molte caratteristiche dei pinguini. Ma, sempre da un punto di vista dello studio della fauna, a Pebble Island è possibile osservare altre 42 specie di uccelli diverse. Il tutto immerso in uno scenario mozzafiato. 

Sam Harris è da anni, secondo quanto dichiara lo stesso interessato, che non va più nella sua isola. La gestisce, assieme alla madre, da Londra. Ma lì vi sono anche attività economiche da portare avanti, tra cui soprattutto la fattoria della famiglia di Sam Harris. “Seimila pecore e 125 capi di bestiame sono ancora lì”, dichiara Sam Harris. Viene prodotto un particolare tipo di lana, che viene poi esportato in Gran Bretagna. “Sono stanco – afferma ancora Harris, motivando la sua decisione – Ma voglio lasciare solo a coloro che dimostrano di avere veramente a cuore l’isola. Non so al momento nemmeno la cifra per la vendita, chi l’acquista deve badare agli animali che risiedono lì”. 

La guerra del 1982

Non solo fattorie, tesori naturalistici e paesaggi mozzafiato. Oramai più di 36 anni fa quest’isola diventa scenario di una delle guerre più seguite, sotto il profilo mediatico, degli ultimi 50 anni. La guerra delle Falkland inizia nell’aprile del 1982, con gli argentini che invadono  l’arcipelago reclamandone la sovranità. Per Buenos Aires e per gran parte della popolazione argentina, le vicine Falkland sono in realtà le “Malvinas” ed è nel loro diritto considerarle sotto il proprio controllo. L’allora giunta militare argentina crede, e spera, che da Londra non ci si muova repentinamente per la ripresa del controllo delle isole. Un pensiero maturato dal fatto che l’arcipelago è poco abitato e molto distante dalla Gran Bretagna, dunque non considerabile come importante sotto il profilo strategico. La storia in seguito dirà cose ben diverse: il premier Margaret Tatcher invia truppe e mezzi verso le Falkland e, nel giro di mese, a seguito di un assalto anfibio, Londra riprende l’arcipelago. Il prezzo, da entrambe le parti, è salato: sul campo muoiono più di mille persone tra militari e civili. 

Nella Pebble Island gli argentini costruiscono, durante la loro operazione di occupazione delle isole, anche una base militare. Ancora oggi la pista e l’hangar sono ben presenti e, secondo il proprietario dell’isola, si potrebbero utilizzare per fini turistici e facilitare l’arrivo di potenziali visitatori. Anche qui, in quei mesi del 1982, la battaglia è stata cruenta e terribile. La natura però, ha poi di nuovo ripreso il sopravvento. 

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