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L’India stringe ancora di più i suoi rapporti economici con l’Iran e tenta di infiltrarsi nel mercato dell’Asia centrale superando gli ostacoli posti dalla Cina e dalla One Belt One Road. Negli ultimi mesi, la mossa più importante di questa nuovo asse è stata rappresentata dal porto di Chabahar. Nuova Delhi ha rilevato il porto iraniano firmando questo sabato il contratto di locazione per il porto nell’Iran orientale, che si trova a circa 90 chilometri a ovest del porto pakistano di Gwadar (sviluppato dalla Cina).Come scrive il South China Morning Post, Gwadar è il fulcro di un massiccio programma di infrastrutture cinesi in Pakistan e dovrebbe essere il sito della seconda base militare d’oltremare della Cina, stando a quanto ha rilevato un rapporto del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti nel 2017.

India e Iran hanno firmato un accordo che prevede un arco temporale di 18 mesi per la prima fase di sviluppo del porto di Chabahar. La firma è arrivata dopo il recente viaggio di Rohani nella capitale indiana, dove sono stati messi a punto una serie di accordi tra il leader iraniano e Narendra Modi che aprono le porte a una nuova fase dell’asse indo-iraniana. Chabahar avrà in quest’asse un’importanza fondamentale- Una volta completato, il terminale iraniano aprirà una nuova rotta di trasporto marittimo-ferroviario tra India, Iran e Afghanistan, scavalcando il rivale e vicino Pakistan. Stando a quanto sostenuto dai funzionari indiani, la speranza è che la rotta incrementi il commercio annuale con l’Afghanistan da 700 milioni a 1 miliardo di dollari in tre anni.

Il percorso sarà approssimativamente parallelo al corridoio economico Cina-Pakistan da 62 miliardi di dollari che collega lo Xinjiang in Cina a Gwadar. Un corridoio infrastrutturale e commerciale di fondamentale importanza, tanto che la Cina ha assunto i diritti sul porto pakistano per i prossimi 40 anni. E l’annuncio di Chabahar non può non essere letto se non nella volontà (crescente) dell’India di rompere l’assedio commerciale e politico della Cina dopo anni in cui la rete d’interessi di Pechino ha di fatto circondato i confini indiani. Zhao Gancheng, uno dei maggiori esperti dell’Istituto di studi internazionali di Shanghai, ha detto che il porto iraniano fa parte del piano di riserva dell’India, data la mancanza di fiducia con la Cina. “Se la Cina trasformerà Gwadar in un porto militare, credo che l’India farà certamente tutto ciò che può nella regione per contenere la Cina, incluso l’uso di Chabahar”, ha detto Zhao.

Il percorso per l’acquisizione e l’investimento nel porto di Chabahar non è una mossa esclusivamente regionale. India e Iran sono stati in trattativa per sviluppare Chabahar per 15 anni, visto che è dal 2003 che sono stati avviati i primi contatti ufficiali. Ma le tensioni tra Iran e Stati Uniti hanno rappresentato un freno enorme. Adesso gli Stati Uniti non sono certamente in rapporti amichevoli con l’Iran, ma nella strategia dell’amministrazione americana, fermare la Cina e soprattutto controllare l’Afghanistan a livello economico, sono problemi superiori a quello di contenere l’asse sciita, tanto da autorizzare, in buona sostanza, l’India a concludere l’affare. 

Il nuovo accordo è in linea con la strategia regionale della Casa Bianca, che vede l’India svolgere un ruolo chiave nella stabilità e sicurezza dell’Afghanistan ma anche nel contenimento della Cina in tutta la fascia dell’Asia centrale e del Pacifico. Perso il Pakistan, agli Usa non resta che, a questo punto, fare affidamento sul secondo gigante asiatico, cioè quello indiano. E infatti da tempo Trump chiede a Modi di svolgere un ruolo primario nel teatro afghano.  Lo scopo è dunque quello di creare un’alternativa indo-pacifica alla Nuova Via della Seta e all’influenza di Pechino e di Islamabad sull’Afghanistan facendo raggiungere il Paese dalle merci indiane.

Chiaramente, in tutto questo, l’Iran gioca un ruolo fondamentale. E non si deve pensare che Teheran abbia il desiderio di contenere Pechino o di entrare nelle dispute sino-indiane. La repubblica iraniana vuole guadagnare il più possibile e lo può fare sfruttando una posizione geografica che lo inserisce nel corridoio est-ovest fra Cina e Mediterraneo e quello sud-nord fra India e Asia centrale ma anche fra India e Russia. Un aiuto indiretto degli Stati Uniti, che, pur di contenere la Cina, forniscono all’Iran un investimento di eccezionale importanza.

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