In Iran era il giorno delle forze armate. E il governo ha organizzato una parata in grande stile che è sfilata per le vie della capitale, Teheran. Uno show delle potenzialità belliche iraniane che ha avuto un protagonista inaspettato: un missile da crociera che gli analisti ancora non riescono ad identificare.

Come riportato dal sito Defense News, “il missile è contrassegnato con le iniziali della Forza aerea della Repubblica islamica dell’Iran, presenta le alette a griglia trapezoidali – più comunemente associate ai missili statunitensi – e un cercatore nella punta”. Secondo Ian Williams, direttore associato del Csis missile defense project, quel secondo particolare – il cercatore – suggerisce che il misterioso missile sia dotato di un cercatore a infrarossi.

E adesso i servizi di Israele, Stati Uniti e Arabia Saudita, principali rivali dell’Iran nella regione, si interrogano sulle potenzialità dell’arsenale degli ayatollah. Soprattutto in un momento in cui la tensione fra Teheran e Tel Aviv aumenta e in cui il governo iraniano ha promesso di rispondere all’attacco israeliano alla base T-4 in Siria, in cui sono morti sette consiglieri militari iraniani appartenenti ai guardiani della rivoluzione.

Durante la parata, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha detto che il Paese sarebbe stato in grado di “produrre o acquistare qualsiasi arma di cui abbiamo bisogno”. E dunque senza attendere l’approvazione della comunità internazionale. Questo cosa significa, che, parallelamente al problema del nucleare iraniano, che Donald Trump vuole decertificare, ritorna in auge il dossier relativo al programma missilistico di Teheran.

“Non viviamo in una regione normale e vediamo che le gli Stati invasori hanno costruito basi attorno a noi. Ignorando i principi del diritto internazionale, intervengono negli affari regionali e invadono altri Paesi senza il permesso delle Nazioni Unite “, ha aggiunto Rouhani. Parole che si traducono nella volontà dell’Iran di rafforzare il proprio arsenale e la propria capacità di difesa. Soprattutto dopo il raid in Siria da parte delle forze di Usa, Francia e Gran Bretagna.

Proprio per questo motivo, oltre al misterioso missile di ultima generazione, durante la parata le forze armate iraniane hanno anche presentato un sistema di difesa missilistica potenziato chiamato Kamin-2, progettato per colpire minacce a bassa quota. Il sistema, in sostanza, è volto a colpire aerei che volano a quote più basse ma soprattutto droni, ormai un’arma fondamentale nelle guerre contemporanee.

Rouhani ha assicurato i vicini dell’Iran: “Le nostre armi non sono contro di voi, è per la deterrenza”. Ma adesso bisognerà capire come questa dimostrazione si ripercuoterà sugli scenari futuri. Di recente, l’Iran è stato messo sotto pressione da Regno Unito, Francia e Germania, proprio per il suo programma balistico e per il suo protagonismo in Siria e Yemen. Questo blocco europeo ha proposto nuove sanzioni all’Iran nel tentativo di convincere il presidente americano Donald Trump a preservare l’accordo sul nucleare del 2015. È quell’accordo che rappresenta il nucleo fondamentale dei rapporti fra Iran e Occidente e su cui l’Europa ha puntato.

Ma la situazione in Medio Oriente si fa sempre più difficile. E il pericolo di un’escalation che coinvolga anche una maggiore pressione diplomatica sull’Iran è alto. Un gioco che si fa sempre più difficile e in cui Israele ha assunto un ruolo da protagonista, soprattutto dopo l’attacco in Siria alla base T-4 vicino Palmira. Il livello dello scontro è divenuto molto elevato. 

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