“Se gli Stati Uniti ed i loro alleati ci dovessero minacciare, impediremmo loro il passaggio nello Stretto di Hormuz“. È questa l’ultima minaccia dell’Iran ad una possibile azione statunitense contro il regime di Teheran.Lo Stretto di Hormuz è un punto cruciale nella parte orientale del Golfo Persico: un terzo di tutto il petrolio scambiato per mare passare attraverso i sessanta km di mare che collegano il Golfo di Oman a sud-est, con il Golfo Persico ad ovest.Nonostante la scorsa estate l’Iran abbia accettato un accordo con le potenze mondiali guidate dagli Stati Uniti per il ridimensionamento del suo controverso programma nucleare in cambio della revoca delle sanzioni economiche, il riavvicinamento con Washington tarda ad arrivare. Anzi, potrebbe essere nuovamente messo in discussione.”Gli americani dovrebbero imparare dalla storia recente – ha dichiarato poche ore fa il generale Hossein Salami, vice comandante della Guardia Rivoluzionaria iraniana, riferendosi alla cattura dei dieci marinai americani, lo scorso gennaio, accidentalmente entrati in acque iraniane. I marinai sono stati rilasciati entro 24 ore, solo dopo averli mostrati in ginocchio in tv.Le versioni ufficiali, in merito alla vicenda dei marinai sequestrati da Teheran per aver violato le acque territoriali iraniane, parlano di un guasto tecnico verificatosi nelle due piccole imbarcazioni americane in addestramento. Gli iraniani, dopo aver intuito la natura accidentale e non intenzionale dell’episodio, hanno rilasciato i soldati. Quelle foto dei marinai inginocchiati che hanno fatto il giro del mondo, rappresentano una vittoria propagandistica di proporzioni indicibili per gli iraniani.Nei minuti successivi al fermo dei marinai, la marina statunitense nel Golfo Persico si è schierata a ridosso dei confini iraniani. A riferirlo fu il comandante della marina iraniana, l’ammiraglio Ali Fadavi. “Dopo la cattura, le portaerei USS Harry S. Truman e la francese Charles de Gaulle, hanno iniziato ad operare a ridosso delle acque iraniane. Per 40 minuti, la USS Truman ha eseguito manovre non professionali a ridosso dei nostri confini”. Usa e Francia, quindi, mostrarono i muscoli.Le osservazioni di Salami fanno da eco alle dichiarazioni del supremo leader iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei, che lunedì scorso ha criticato le attività degli Stati Uniti nel Golfo Persico.”Consideriamo l’arroganza degli Stati Uniti come una minaccia che siamo pronti ad affrontare – replica l’ammiraglio Habibollah Sayyari, comandante della marina iraniana – la nostra flotta navigherà in Africa e  verso l’Oceano Atlantico nel prossimo futuro”.Il Comando della Quinta Flotta degli Stati Uniti con sede nel Bahrain non si è mostrata per nulla intimorita: “Noi continueremo ad operare in conformità e nel rispetto delle norme marittime e del diritto internazionale. Siamo marinai vigili e responsabili, ma ci riserviamo il diritto intrinseco all’autodifesa”.

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